Terzo post in tre settimane con protagonista l’IFFHS. Ancora una volta, non è la classifica del miglior portiere dell’ultima decade, l’argomento di cui scriviamo, ma una classifica complessiva che somma i punteggi ottenuti da tutti i portieri sin dalla istituzione del premio, avvenuta dal 1987.
Con poca sorpresa (si tratta di semplice somma aritmetica), l’italianissimo Gigi Buffon risulta il più votato e quindi, per le statistiche, il miglior portiere degli ultimi 24 anni, seguito a poca distanza da Iker Casillas. Soffermandoci solo sugli italiani, sono presenti tra i primi 30, Zenga (8°),Pagliaca (16°), Toldo (17°) e Peruzzi (30°).
Tanti i nomi che hanno fatto la storia del ruolo e fa un certo effetto leggerli in mezzo a portieri ancora in piena attività. Certo, la classifica non soddisferà tutti, ma per molti aspetti rispecchia fedelmente quanto visto in tutti questi anni. E ancora una volta, vede l’Italia in vetta
Portiere Nazione Voti
1. Gianluigi Buffon Italia 226
2. Iker Casillas Spagna 213
3. Edwin van der Sar Olanda 201
4. Peter Schmeichel Danimarca 179
5. Oliver Kahn Germania 162
6. Petr Cech Repubblica Ceca 154
7. José Luis Félix Chilavert Paraguay 146
8. Walter Zenga Italia 132
Andoni Zubizarreta Spagna 132
10. Claudio André Mergen Taffarel Brasile 130
11. Michel Preud’homme Belgio 124
12. Fabien Barthez Francia 115
13. David Seaman Inghilterra 114
14. Nélson de Jesus e Silva »Dida« Brasile 109
15. Vítor Manuel Martins Baía Portogallo 94
16. Gianluca Pagliuca Italia 90
17. Francesco Toldo Italia 82
Víctor Valdés Spagna 82
19. Jens Lehmann Germania 81
20. Júlio César Soãres Espíndola Brasile 76
(continua...)
“Smetto di giocare a calcio. È la prima volta che lo dico ufficialmente e sono abbastanza emozionato, perché per venti anni è stato il mio lavoro. Nonostante questo, continuerò all’interno dell’Inter con delle mansioni di collaborazione che mi legheranno a Inter Campus, cercando di aumentare l’immagine già altissima di questo evento sociale, portando in giro il nome dell’Inter. Non mi aspettavo di restare a lungo perché programmi in proposito non ne avevo fatti né a livello sportivo né a livello di come avrei vissuto in questa società, però una volta dentro ho capito subito l’armonia che c’era, e i risultati credo che non siano stati un caso, perché aver vinto tutto negli ultimi cinque anni denota una organizzazione generale di alto livello. Io credo che in questi ultimi anni il gruppo è stato corretto nei confronti di tutti e onesto nei confronti del prossimo all’interno del gruppo, e di conseguenza c’è stato l’arrivo delle vittorie, che hanno fatto bene a tutto l’ambiente dell’Inter. Quindi, le situazioni personali erano da mettere da parte e sono state messe da parte, a favore della squadra”.
In questi giorni si parla molto del possibile addio di Francesco Toldo all’Inter. La comproprietà di Viviano (che non rientra a Milano) e il probabile arrivo di Castellazzi (diciamo pure certo), lo costringerebbero inevitabilmente al ruolo di terzo portiere, precludendogli quasi completamente le possibilità di scendere in campo, anche solo in panchina. Per un portiere che ha disputato le più importanti competizioni nazionali e internazionali è sicuramente motivo di riflessione, eppure, pur rispettandone le scelte, non riesco davvero a pensare che l’ormai trentottenne giocatore padovano, possa decidere di andare via per fare altre esperienze. Troppa è la stima della società tutta per questo professionista esemplare, visto da molti come un futuro dirigente di successo e troppo i rischi di un ritiro dorato in qualche altra squadra, magari anche all’estero.
Una settimana fa, Francesco Toldo era costretto ad abbandonare l’allenamento dopo uno scontro di gioco. Trauma cranico e qualche giornata di riposo. Fortunatamente non è sorta nessuna complicazione e l’esperto portiere interista è pronto a riprendere la preparazione assieme ai compagni, ma con una novità. Difatti Toldo ha deciso che d’ora in avanti non giocherà più senza un caschetto protettivo, esattamente come fa già Petr Cech da alcuni anni. La paura è stata tanta e le parole del portiere ne sono testimonianza: “Lo spavento è stato molto, ma ho fiducia al 100% nello staff medico che mi ha curato e che mi sta seguendo. La botta è stata violenta ed è come se il cervello avesse tirato il freno a mano. Per questo il recupero deve essere graduale e non si può fare tutto e subito”. Trova anche il modo per scherzarci su: “D’ora in avanti giocherò con il caschetto e spero che tanti miei colleghi mi seguano. Magari farò tendenza e poi lo vorranno portare tutti”.
Intervento alla Pinetina per Francesco Toldo, protagonista davanti ad Antonio Bartolomucci di Mediaset, di una lunga intervista, interamente pubblicata sul
C’era apprensione per l’infortunio muscolare occorso a Julio Cesar. Si temeva una lesione tale, da tenere il portiere interista lontano dai campi di gioco sino a un mese. E invece, pare proprio che non ci siano particolari conseguenze, ma solo un risentimento all’adduttore della coscia destra.
Francesco Toldo ha molte ragioni per essere contento. Ieri sera ha firmato il rinnovo biennale del contratto con l’Inter, caso più unico che raro per la società milanese, ormai abituata a rinnovare annualmente i contratti ai giocatori più anziani. Il prolungamento sino al 2011 è un attestato di stima e fiducia per il miglior secondo portiere d’Italia e forse al mondo, deciso a chiudere la sua carriera da calciatore a Milano e forse a proseguirla con un altro ruolo.
Meno pubblicizzato rispetto ad altre operazioni di mercato, l’acquisto in comproprietà di Emanuele Viviano da parte dell’Inter, è sicuramente una parte importante del processo di ringiovanimento (e magari italinizzazione) della rosa nerazzurra. Il portiere del Brescia, diverrà a tutti gli effetti un tesserato della società milanese, solo al termine della stagione in corso, ma non è da escludere un immediato trasferimento, forse ancora al Brescia, stante la permanenza di Francesco Toldo all’Inter, prima del possibile ritiro.












































