Posts Tagged ‘Roma’

Amelia vede il futuro rosanero. Ma se la Roma…

giovedì, aprile 16th, 2009

ameliarosaIl nome di Amelia è tornato di attualità con l’arrivo della primavera. L’inizio di stagione incerto, poi completamente riscattato (esclusa la parentesi del derby contro il Catania), unito ai problemi palesati da Roma e Napoli in porta, hanno dato il via a innumerevoli notizie, riportanti interessamenti delle squadre sopracitate. Notizie vere? False? Magari c’è del vero, fatto sta che Amelia è intervenuto personalmente per dire la sua e chiarire, almeno per il momento, la sua posizione.

“Ci sono tante possibilità di rimanere a Palermo, inoltre adesso è l’ultima delle mie preoccupazioni. Inoltre negli ultimi cinque anni sono stato abituato a sentire tantissime voci sul sottoscritto e poi solo raramente c’è stato qualcosa di concreto. Da qui all’inizio del mercato ci sono ancora dei mesi e sarebbe anche rischioso mettersi a pensare ad altre cose.  Io sono un giocatore del Palermo e resto sempre affascinato dal progetto. Certo se un domani arriva il presidente e mi dice che il progetto è cambiato e c’è un’offerta da ascoltare allora potrebbe accadere qualcosa, ma non mi pare che adesso ci siano queste condizioni. Poi è stato messo in discussione Buffon alla Juve, può accadere tutto”

Le sue parole sono abbastanza comprensibili. E’ a Palermo da meno di una stagione e le condizioni non sono affatto cambiate. Anzi, ora il Palermo ha trovato una sua identità e lotta per un posto in Europa. Certo, come ha lui stesso detto, se dovesse cambiare qualcosa, allora sarebbe disposto a vagliare altre ipotesi, ma al momento questa sembra l’ultima delle cose a cui Amelia sta pensando. Anche se, una chiamata di Donadoni o dalla ‘sua’ Roma, potrebbero farlo davvero vacillare…

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Iniziano a girare voci sulla cessione di Doni

venerdì, marzo 27th, 2009

donispalleOggi ho voglia di commentare la notizia, sulla presunta volontà del ‘solito’ Manchester City, di acquistare Alexander Doni dalla Roma. Niente di confermato o certo, solo le abituali indiscrezioni fatte circolare da chissà chi e per quale motivo. Sinteticamente, il Man City potrebbe offrire 14 milioni di euro per ingaggiare il vice di Julio Cesar nella nazionale brasiliana.

Non voglio dilungarmi troppo, perché la notizia lascia il tempo che trova, anche e soprattutto se consideriamo che la seconda squadra di Manchester ha acquistato solo due mesi fa, l’ottimo Shay Given, portiere irlandese tra i più forti in Europa. Che queste voci siano state messe in giro, perché Doni non è particolarmente protetto dalla società giallorossa, cosa su cui io non sono d’accordo, ma così leggo in giro. Doni sta disputando una stagione piuttosto altalenante, con diversi problemi fisici, ma non ha avuto quasi mai grosse colpe in campo, pur non eccellendo spesso come fatto nella scorsa stagione.

A fine stagione Curci tornerà alla base e si riproporrà nuovamente il dualismo. Sicuramente il giovane portiere italiano non ha alcuna intenzione di tornare a fare il dodicesimo. La Roma dovrà decidere se cederlo in comproprietà, oppure puntare su di lui. L’esito del campionato potrebbe agevolare la scelta, ma se proprio si volesse fare qualche milione di euro, io non ci penserei due volte a cedere Doni e puntare ad occhi chiusi su Curci, certamente maturato in questa stagione a Siena.

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Fontana sempre più lontano da Palermo. Roma o Parma le possibili destinazioni

lunedì, dicembre 29th, 2008

Il Palermo ha iniziato la preparazione in vista della ripresa del campionato al centro sportivo della Borghesiana. Presente alla convocazione anche Alberto Fontana, sempre professionale, nonostante i conosciutissimi problemi con la società rosanero e la quasi sicura partenza che avverrà nei prossimi giorni. Il giocatore, che compirà 42 anni il 23 gennaio, ha richiesto e immediatamente ottenuto un permesso a tempo indeterminato per proseguire la preparazione per proprio conto, ufficializzando di fatto la separazione dalla compagine siciliana.

Attualmente, le ipotesi a cui la stampa sta dando maggior credito sono quelle che lo vorrebbero alla Roma, forse in cerca di un portiere più esperto del giovane Artur e quella che invece lo porterebbero al Parma. E nella città emiliana, Fontana ritroverebbe sia il suo vecchio allenatore Guidolin, che il preparatore dei portieri Di Iorio. Il mercato deve ancora partire ufficialmente, ma è difficile che Fontana resti senza squadra molto a lungo. In Serie B, avrebbe modo di giocare con continuità e di aiutare i Ducali a tornare direttamente in A, mentre alla Roma potrebbe dare il suo contributo in Coppa Italia e sostituire Doni, qualora si presentassero altri problemi per lo sfortunato portiere brasiliano. Una cosa è certa: avere mercato sulla soglia dei 42 anni non è cosa da tutti.

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Artur si riscatta in Coppa Italia. Perché la Roma dovrebbe trovare un altro secondo portiere?

giovedì, dicembre 18th, 2008

La Roma, risolta la crisi di gioco e di risultati, deve affrontare il nodo portiere, riemerso improvvisamente con la pubalgia di Doni. Già ne parlai in tempi non sospetti, quando lo stesso Doni non riusciva neanche ad allenarsi a causa dei vecchi problemi al ginocchio. La giusta scelta di cedere Curci al Siena, non ha trovato (a detta di alcuni) l’adeguata contromossa. L’arrivo di Artur, altro brasiliano come lo è anche il terzo Paulo Sergio, ha fatto storcere il naso a molti, soprattutto per la scarsa o nulla conoscenza del giocatore e la poca esperienza maturata nel calcio italiano. Anche io ho pensato che sarebbe stato meglio puntare su un portiere dalla provata esperienza, che potesse entrare in campo senza mormorii dagli spalti, ma quanto successo e letto in questi ultimi giorni, mi ha fatto cambiare opinione.

Artur ha sostituito Doni domenica scorsa contro il Cagliari, ha giocato la sua onesta partita, non senza incertezze e preso due gol, uno sulla punizione imprendibile di Conti e l’altro sul tiro piazzato di Jeda, che era tutto fuorché facile da parare (tiro improvviso e piazzato di piatto, tirato benissimo). Finito l’incontro sono partite le critiche da tifosi e media: Artur non è all’altezza, non abbiamo un portiere di riserva, etc. Posso citare i nomi che hanno iniziato a circolare in questi giorni: Alberto Fontana, ormai fuori squadra a Palermo (farebbe mai la riserva a Doni, dopo che non l’ha voluta fare ad Amelia?); Marco Storari in partenza da Firenze (ha dichiarato pochi giorni fa di aver capito di non essere adatto per fare il secondo); Yohann Pelè, in scadenza di contratto al Le Mans (un altro portiere straniero). Che dire? A me paiono nomi messi in mezzo per creare confusione, piuttosto che reali ipotesi di mercato. Confusione a cui Artur non ha fatto caso, perché ieri sera è stato importantissimo nel dare il suo contributo al passaggio del turno di Coppa Italia contro il Bologna, partita che è rimasta bloccata sullo 0-0 sino a pochi minuti dal termine. Il portiere brasiliano ha detto a fine partita: “Mi sembra di aver dimostrato di essere da Roma. La Roma cerca un altro portiere? Io continuo a lavorare per farmi trovare pronto quando il mister mi chiama, è questo il mio compito principale. Se gioco domenica? Non dipende da me ma cercherò di farmi trovare pronto”. Parole semplici e chiare. Le notizie di mercato non mancheranno, ma è mia opinione che la Roma non faccia alcun cambio in porta e mi fido delle parole di Spalletti: “Artur? E’ tranquillo, il suo ruolo è molto delicato, le incertezze di domenica sono da attribuire ad un po’ di tensione”.

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Uno sguardo sul passato, il presente e il futuro dei portieri della Roma

sabato, dicembre 6th, 2008

Su Il Romanista dei giorni scorsi è stata pubblicata un interessante intervista a Claudio Filippi, attuale preparatore dei portieri del Chievo. Ha parlato della situazione della squadra veronese e di quella romana, ma le cose per noi più interessanti le ha espresse sui portieri con cui ha avuto a che fare. Vediamo cosa ha detto:

Parliamo di portieri. Cosa pensi di Doni?
«Ha giocato con tanti problemi fisici, è tipico dei portieri ma non è tanto normale. Lui fa fatica ad allenarsi, questo può incidere».
Artur è un secondo all’altezza?
«Artur è una scommessa per la Roma, che va valutata alla fine della stagione. Lo conosco, ha delle qualità ma a volte non bastano le qualità per poter giocare nella Roma».
Col Chievo c’è Sorrentino. Una bella sorpresa.
«Gli ha fatto bene l’esperienza in Grecia e in Spagna. Lo conoscevo già ed ho trovato un atleta maturo, con esperienza internazionale».
Buffon ha parlato bene di Curci e di Marchetti.
«Gianluca l’ho visto molto bene nella partita contro di noi, molto sicuro. Non mi ha stupito perché ho sempre detto che è un portiere di prospettiva e di qualità».
Se fosse andato via prima sarebbe stato meglio per la sua maturazione?
«A volte non decide solo l’atleta ma anche la società. Bisognava trovare la formula giusta per non rischiare di perderlo, quando si è creato il presupposto la Roma lo ha mandato. Gli anni passati a Roma, comunque, gli sono serviti perché ha fatto esperienze importanti. Gare come quella di Manchester (non il 7-1 n.d.r.) ti segnano, e fanno parte della crescita di un’atleta».
E’ pronto a tornare?
«Lui è giovane. Ha 23 anni ed ha già una grandissima esperienza. Può permettersi di giocare un altro anno in provincia prima di tornare alla base. Dall’esperienza di Siena può trarre grandi benefici, anche se aveva già dimostrato a Roma di avere personalità».
Se il Mondiale si giocasse oggi quale sarebbe la gerarchia di Lippi?
«Buffon, Amelia, De Sanctis. Tra due anni potrebbero modificarsi le cose: Curci potrebbe rientrare nel gruppo dei tre».
Come crescono i portieri del settore giovanile della Roma?
«Ci sono ragazzi molto bravi, almeno due o tre di livello notevole. Non faccio i nomi per non fare torto a nessuno. La Roma può stare tranquilla perché di portieri buoni per il futuro ce ne sono, anche perché i tecnici sono bravissimi».

Il testo completo dell’intervista è consultabile qui.

C’è da aggiungere che Doni ha dichiarato sul Corriere dello Sport di oggi di non avere più dolore al ginocchio e di stare riuscendo ad allenarsi con regolarità. Le tre partite senza subire gol, avranno sicuramente contribuito a migliorare l’umore del portiere, oltre che il fisico.

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Doni si racconta a Globo TV: “E’ meglio essere attaccante”

venerdì, novembre 7th, 2008

La vittoria della Roma per 3-1 sul Chelsea ha dato dimostrazione che la squadra capitolina può uscire dal tunnel in cui è entrata in questo avvio di stagionee tornare in campionato nelle posizioni di vertice che gli competono. Chi ha dato i maggiori segnali di ripresa è anche Doni, vittima anche lui delle amnesie della squadra, ma decisamente positivo già contro la Juve e soprattutto contro il Chelsea. La rete televisiva brasiliana Globo Tv lo ha intervistato e il contenuto è stato riportato da Il Romanista. Eccolo di seguito:

Parliamo del tuo inizio.
“Ho iniziato a 16 anni al Paulista di Jundiai. Ho dovuto lavorare molto, il lavoro di allenamento di un portiere è difficile, e ci vuole tempo per specializzarsi. Da quando avevo 7-8 anni ho sempre fatto il portiere.Ho provato anche a giocare in attacco, ma non ci sono riuscito, non avevo la capacità. A 19 anni sono andato al Botafogo de Ribeirao Preto. La mia prima partita è stata la finale della serie B del campionato paulista. Abbiamo vinto e siamo stati promossi in serie A”.

E’ difficile il ruolo del portiere?
“Essere portiere è difficile. Prima pensavo che per giocare bene bastassero le qualità, ora so che quello che conta è l’esperienza. Mi ricordo la prima volta che ho giocato una finale davanti a 60 mila persone, tremavo. Oggi sono più tranquillo, pero all’inizio era complicato. Comunque io non vorrei che mio figlio diventasse un portiere, è molto difficile. Prendere gol non è bello…. È meglio essere attaccante”.

All’inizio della tua carriera hai vissuto momenti complicati, hai mai pensato di smettere?.
“Avevo 21 anni, ero molto giovane e ho avuto molte difficoltà. Alla fine però ho avuto anche buoni momenti. Non è stato facile, anche a causa di una serie di trasferimenti infelici al Cruzeiro e poi al Santos, dove ho giocato pochissimo. Non potevo smettere, dovevo lavorare, guadagnare i soldi per pagare le bollette. Avevo i figli, la mia famiglia mi ha dato appoggio e io ho insistito. Anche oggi, quando sono un po’ depresso mi guardo un dvd dei miei migliori momenti e mi faccio coraggio. Era così anche a quei tempi”.

La svolta alla Juventude?
“Ho bellissimi ricordi, ho fatto una bella stagione e tramite Antonio Carlos Zago ho ricevuto l’invito per venire alla Roma. Non ci ho pensato un momento, sono venuto di corsa! Quando sono arrivato la Roma non andava bene, aveva fatto una brutta stagione ed era quasi andata in B. Con Spalletti le cose sono cambiate: la Roma ha fatto una bellissima stagione, abbiamo fatto il record di 11 vittorie, con Doni sempre in porta”.

A Roma hai avuto la possibilità di giocare con grandissimi calciatori.
“Quando sono arrivato mi sono spaventato. Mi sono visto vicino a grandi nomi, che vedevo solo in Tv, ero molto emozionato. In vari momenti però conta molto avere la testa a posto, sangue freddo. Quando si sbaglia, si deve dimenticare in fretta e continuare a giocare”.

La Roma è una squadra con tanti brasiliani.
“Siamo in 8 e tutti bravi. Ai romani piacciono i brasiliani e la società prima di comprare cerca di sapere come sono nella vita fuori dal campo, se si comportano bene”.

Sei più idolo in Europa che in Brasile?
“In Brasile ho giocato poco e non molto bene. Qui grazie a Dio, i tifosi mi danno molto appoggio, per la strada si sente l’affetto della gente. Il lavoro qui mi ha dato l’opportunità di avere i tifosi dalla mia parte. Conta anche l’esperienza che ho portato, ho giocato in grandi squadre in Brasile e adesso sono in un club che ha una tifoseria come quella del Corinthians, che ti mette molta pressione”.

Pensavi di conquistare la Seleçao?
“Non ci speravo ma sono stato molto felice quando ho avuto l’opportunità di giocare e vincere la Coppa America contro l’Argentina. Era un momento difficile, il gruppo era buono e con l’obiettivo di guadagnare la Coppa anche se tutti dicevano che avremmo perso. Abbiamo vinto ed è stato un bellissimo momento per me, ora manca il sogno più grande: giocare la Coppa del Mondo. Per farlo però devo giocare bene nella mia squadra: farò del mio meglio per essere convocato”.

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Curci pentito di non aver lasciato la Roma due anni fa

giovedì, novembre 6th, 2008

Gianluca Curci rientra sicuramente tra le scommesse vinte in questo inizio di campionato. Il giovane portiere romano ha deciso questa estate di cambiare aria, voglioso di giocare e non vedersi interrompere il suo processo di crescita tecnica. Come sappiamo, la scelta è ricaduta sul Siena (titolare in comproprietà del cartellino) e i risultati gli stanno dando ragione. Le prestazioni sono diventate sempre più convincenti di partita in partita e domenica contro la Fiorentina ha eretto un muro invalicabile che ha portato la sua nuova squadra alla vittoria, nel sentito derby toscano.

La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato e Curci ne ha approfittato per togliersi alcuni pesanti sassolini dalle scarpe, facendo anche mea culpa sulle scelte effettuate gli scorsi anni: “A Siena ho trovato proprio l’ambiente giusto per giocare. Forse avrei dovuto lasciare la Roma prima. Ho buttato due anni in panchina, ma magari ci sarebbe stato il rischio di trovare un’altra squadra senza giocare”. Dichiarazioni che sicuramente non faranno piacere all’ambiente romano e romanista, ma che nell’ottica di un ragazzo ancora giovane e bloccato dall’arrivo di Doni, ci possono stare ed essere condivise, soprattutto se le prendiamo per quelle che sono, cioè un semplice sfogo personale, senza alcuna accusa ai tifosi o alla società giallorossa.

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Julio Cesar in versione Brasile batte il vecchio record d’imbattibilità di Taffarel

venerdì, ottobre 17th, 2008

Il Brasile non se la sta passando benissimo. Dunga è sempre criticatissimo dalla stampa brasiliana e la sua squadra non decolla. L’unico che può festeggiare dopo l’incolore pareggio per 0-0 contro la Colombia è Julio Cesar, capace di battere il record di imbattibilità nella nazionale verdeoro, sino a ieri detenuto da Claudio Taffarel. Il record è stato stabilito a partire dal match disputato contro l’Argentina e poi a seguire Cile, Bolivia, Venezuela e Colombia, per un totale (al momento) di 492 minuti senza subire alcuna rete. A riguardo le parole dello stesso portiere: Sono orgoglioso di aver superato Taffarel, era uno degli idoli della mia infanzia.  L’importante, però, è vincere subendo o non subendo reti. Non mi preoccupo di stabilire record”

Domenica ci sarà il posticipo contro la Roma. Tanti compagni di nazionale giocano con i giallorossi: “Ho già giocato tante volte questo match. Lo considero il confronto più spettacolare della serie A. Ultimamente a Roma abbiamo vinto spesso, spero che accada di nuovo anche se rimane una gara da tripla. Ho parlato con loro (Doni, Juan e Baptista) e abbiamo scherzato su questa gara, del resto loro sono già sei punti sotto di noi…” Poi una parola su Totti, probabilmente disponibile contro l’Inter: “Francesco è uno che mi ha sempre fatto goal. Se dovesse giocare, sarebbe sicuramente un’arma in più per loro, ma io mi accontenterei di subire goal da lui e vincere la partita. Del resto è già successo…”

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Curci torna portiere grazie al Siena

venerdì, settembre 19th, 2008

Era uno degli oggetti misteriosi del calcio italiano. Diventato titolare nel 2005, gli venne preferito Doni, alla vigilia del derby con la Lazio. Da quel momento per Curci ebbe inizio una lunga attesa alle spalle del sempre più convincente compagno di reparto. E con il passare del tempo maturò la necessità di ritrovarsi e cercare altrove stimoli e minuti in campo. La società giallorossa lo ha accontentato questa estate, scegliendogli una squadra adatta allo scopo, in un ambiente tranquillo e meno caotico di quello romano.

E proprio a Siena, Curci ci ha messo pochissimo a ritrovare la forma e le ambizioni, già coronate dalla convocazione in nazionale maggiore, la prima per un calciatore tesserato per il Siena. E sono proprio le sue parole a confermarlo: “Quando ho ricevuto la convocazione di Lippi non lo sapevo. L’ho saputo solo dopo e sono stato riempito di complimenti. Ne sono molto felice. Questa cosa non può che riempirmi di orgoglio. Spero di ripetermi, per me e per il Siena”. Non manca il suo commento sul passaggio dalla Roma al Siena: “Non è stato un grande salto: negli ultimi anni a Roma giocavo poco, quindi… Adesso, semmai, mi sento addosso più responsabilità. Sono uno dei protagonisti della squadra e cerco ogni giorno di migliorare per il bene del Siena. A livello di gioco all’inizio non è stato tutto in discesa: dovevo ritrovare il ritmo, la velocità. Adesso sono a posto”.

Un portiere sulla via del completo recupero, non solo per il Siena e la Roma, ma per tutto il movimento calcistico italiano, vittima negli ultimi anni dell’invasione di portieri stranieri e della crisi dei vivai in questo ruolo, solo in parte coperta dal monumento Gigi Buffon.

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Roma con il problema portiere: Doni convive con i problemi al ginocchio, ma Curci non c’è più

giovedì, settembre 11th, 2008

In uno degli interventi precedenti, avevo criticato le scelte fatte dalla Roma riguardo il ruolo del portiere. Su Curci a Siena, non possiamo che essere d’accordo sulla decisione di farlo andare a giocare in una piazza abbastanza tranquilla e che gli darà la possibilità di fare esperienza e migliorare senza che i media lo assalgano ai primi errori. Il problema è successivo a questa decisione: una grande squadra come la Roma avrebbe dovuto coprire il vuoto lasciato con un altro portiere di livello e con una buona esperienza anche internazionale. Ad aggravare questa mancanza, bisogna aggiungere i perduranti problemi di Doni al tendine rotuleo del suo ginocchio. L’infiammazione va avanti già da diversi mesi e il portiere brasiliano perdura nell’alternare allenamenti e terapie, senza che lo staff medico sia riuscito a venire a capo di questa fastidiosa situazione, per molti aspetti simile a quella vissuta da Ibrahimovic, risolta solo con l’assoluto riposo. E proprio questa parrebbe l’unica soluzione, peccato che dietro Doni, con tutto rispetto per Arthur e Julio Cesar, non ci siano degni sostituti.

Nei mesi scorsi erano circolati, tra gli altri, i nomi di Cudicini e Iezzo, due portieri che avrebbero sicuramente rinforzato il reparto e consentito a Doni di curarsi con la giusta calma. A questo punto bisognerà adeguarsi alle scelte tecniche fatte, scegliendo se fare fermare comunque il giocatore, oppure continuare a farlo giocare con le infiltrazioni. 

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