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Muore suicida il portiere tedesco Enke

martedì, novembre 10th, 2009

enke morto suicidaTragedia nel calcio tedesco. Questo pomeriggio ha perso la vita il portiere Robert Enke, tesserato per l’Hannover. Il 32enne giocatore, già militante nel Barcellona e nel Benfica e in corsa per un posto ai prossimi mondiali sudafricani, si è schiantato questo pomeriggio nei pressi di un passaggio a livello.

Dopo i primi rilievi risulta probabile l’ipotesi del suicidio, piuttosto che uno sfortunato incidente, visto che l’estremo difensore tedesco avrebbe volontariamente deciso di farsi travolgere dal locomotore. Da fonti societarie, infatti risulta che in questo periodo Enke soffrisse di alcuni disturbi e che la cosa fosse tenuta sotto osservazione dallo staff medico, probabilmente a causa della scomparsa della figlia a soli 3 anni, per un problema cardiaco.

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Menisco rotto per Buffon. Intervento a dicembre?

domenica, ottobre 11th, 2009

buffon infortunato al meniscoNei giorni scorsi erano trapelate alcune voci, dovute alla preparazione a parte sostenuta dal portiere della nazionale in vista dell’incontro con l’Irlanda. E oggi queste voci hanno trovato conferma proprio dalla sua viva voce, nel viaggio di ritorno da Dublino: “Il menisco è rotto, devo operarmi. Vado avanti finchè posso. Spero di arrivare alla partita con l’Inter”.

La situazione, pur dovendo essere necessariamente risolta con la rimozione del menisco, non preoccupa più di tanto il giocatore e lo staff tecnico della nazionale (e immaginiamo anche quello della Juventus).  Dice il professore Enrico Castellazzi, medico della nazionale: “Buffon sta bene, ha un problema al menisco esterno che si sta portando dietro da tempo, adesso non gli dà alcun fastidio di tipo clinico. Però, considerando i prossimi impegni ed eventuali complicazioni future, ho consigliato a Gigi di operarsi. E aggiunge: “Gigi ha potuto sopportare tutto fino ad adesso solo perché è un superman, ma anche perché non ha nè dolori nè disturbi, in caso contrario non sarebbe stato rischiato. Per altro, considerando il ruolo, è sottoposto a meno movimenti rispetto ad altri giocatori. Ultimamente però aveva accusato un piccolo fastidio, aveva recuperato, poi adesso ha fatto capire che sarebbe il caso di intervenire. Rinviare l’operazione di uno o due mesi non cambierà la vita. Dipenderà dall’eventuale stato di infiammazione. In ogni caso, l’eventuale stop rientrerebbe nel tipo di operazione, ovvero 30-40 giorni”.

Mercoledì probabilmente Lippi darà spazio agli altri e quindi a Marchetti. Poi nuovamente il campionato e la Champions. Appuntamenti a cui Buffon non vuole assolutamente mancare. Poi se tutto dovesse andare come sperato, l’assenza di un mese che gli dovrebbe far saltare solo le partite con Bari e Catania, potendo sfruttare la sosta natalizia e farsi trovare pronto per la ripresa a Parma a gennaio.

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Portiere danese stringe la porta e viene scoperto dall’arbitro

venerdì, settembre 25th, 2009

Curioso fatto avvenuto in Svezia, nel corso dell’incontro tra Goteborg e Orebro. Il portiere danese Kim Christiensen ha ben pensato di approfittare del mancato fissaggio al terreno di gioco della porta e stringerne i pali. Un episodio comune nei campetti di periferia tra i più ‘furbetti’, ma decisamente fuori luogo a certi livelli. Lo stesso portiere ha poi ammesso di essersi prodotto in questo capolavoro anche in altre occasioni. Chissà se la federazione svedese interverrà in qualche maniera. Noi ci limitiamo a farci qualche risata.


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Scopriamo Vito Mannone, l’esordiente portiere italiano dell’Arsenal in Champions League

giovedì, settembre 17th, 2009

Ieri sera, come tanti altri appassionati di calcio, mi apprestavo a vedere in televisione la Champions League. Nell’attesa dell’inzio delle partite, scopro che in porta all’Arsenal avrebbe fatto il suo esordio il giovane portiere italiano Vito Mannone. E chi sarebbe costui, mi son chiesto stupito. Appena possibile ho reperito informazioni su questo giovane talento italiano, partito dall’Italia qualche anno fa e ancora alla ricerca di spazio nel calcio che conta.

mannoneVito Mannone nasce a Desio 21 anni fa. Cresce calcisticamente nell’Atalanta e giovanissimo viene prelevato nel 2005 dall’Arsenal di Wenger. Nessun ‘ratto’, ma un accordo tra le due società e un indenizzo di oltre 200.000 euro.  Pochi mesi dopo, il prestito di tre mesi al Barnsley e quattro partite giocate prima di tornare alla casa madre per recuperare da un infortunio al ginocchio. Poi altri due tentativi sfumati di prestito in Scozia, prima all’Inverness e poi al Gretna. In questo lasso di tempo, per il portiere italiano solo partite nella squadra riserve, pur avendo rinnovato alla fine del 2007 il suo contratto con i Gunners. Dalla stagione 2008/2009 la ‘promozione’ a terzo portiere alle spalle di Almunia e Fabianski e l’esordio nell’ultima di campionato con la vittoria per 4-1 contro lo Stoke City.

L’esordio in Champions League è il risultato delle contemporanee assenze dei suoi due compagni. Due gol in soli cinque minuti avrebbero steso chiunque, ma il bravo Mannone ha saputo riprendersi e partecipare attivamente alla rimonta della sua squadra, uscita vittoriosa per 3-2 dal campo dello Standard Liegi. Ora per lui si prospetta nuovamente la tribuna, ma questa partita potrebbe essere solo la prima di una lunga serie. Il primo passo è stato fatto, ora dipende (ancora una volta) solo da lui. Noi possiamo solo fargli un grossissimo in bocca al lupo.

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Buffon non vuole che gli venga tolta la speranza

mercoledì, settembre 2nd, 2009

buffon si allena con l'italiaBuffon torna a parlare, anche se a dire il vero trova sempre occasione per dire qualcosa, spesso non scontata. Appuntamento come consuetudine a Coverciano, presso il ritiro della nazionale di calcio. Temi affrontati, ovviamente l’Italia, poi campionato,  casssano, sino all’influenza suina.

In sintesi le cose più importanti che ha detto sulla nazionale: “Dobbiamo ritrovare lo spirito di squadra che e’ ci e’ mancato alla Confederations Cup. Possiamo farlo solo attraverso gioco, vittorie, capacita’ di soffrire insieme. Vogliamo giocarci le nostre chances al prossimo mondiale, ricordiamoci che siamo campioni in carica. Non so se il blocco bianconero sia un vantaggi, ma Lippi ha fatto scelte dettate da quello che dice il campionato e dalla composizione delle rose. La Juve e’ una squadra di vertice e ha deciso di puntare su giocatori italiani: e’ normale che il commissario tecnico ci segua con attenzione”. Poi sempre in tema Italia, le sue parole su Cassano: “Lippi ha dato la sua spiegazione, non credo che le porte della Nazionale siano definitivamente chiuse per Cassano. La squadra non si e’ mai opposta a nessun giocatore per vestire questa maglia. Da qui al Mondiale per Cassano puo’ succedere di tutto. Inutile negare che ci sono situazioni che potrebbero far storcere la bocca a qualcuno, ma dobbiamo essere coerenti. Il gruppo prima di tutto, quindi poi serve comportarsi di conseguenza. Le scelte spettano all’allenatore“.

Sul campionato e la polemica Lippi-Mourinho: “E’ giusto che i tifosi della Juve sognino, e facciano voli pindarici sullo scudetto. Noi dobbiamo essere realisti: sara’ molto difficile. L’Inter e’ la piu’ forte in assoluto, una vera corazzata. Pero’ dico anche che ci hanno tolto due scudetti, ma non possono toglierci anche la speranza“.

Chiusura sull’influenza suina: “Ogni anno a inizio stagione i medici ci propongono diversi vaccini, e io dico no. Sono convinto che la natura debba fare il suo corso, e non è un’influenza a bloccare la mia carriera di calciatore. Ma questa volta, vista la situazione, se ce lo consigliano è diverso: sì, penso che stavolta lo farei”. Ha poi spiegato che la farebbe non tanto per l’influenza, ma per il rischio che lo stato debilitante possa ripercuotesi sulla stagione.

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Il ritorno di Storari con Siena nei ricordi

venerdì, agosto 21st, 2009

storari titolare domenica con il milanDa terzo o quarto portiere a titolare a tempo. Questo è il percorso fatto in breve tempo da Marco Storari, il 32enne portiere, tornato al Milan dopo un anno di panchina a Firenze. Il Corriere della Sera lo ha intervistato in vista dell’inizio del campionato.

Subito un curioro ricordo dell’ultima stagione: “Nello spogliatoio viola ci eravamo appassionati alla serie tv “Romanzo Criminale” e ci eravamo dati i soprannomi dei protagonisti. Per tutti io ero il Dandi”. E all’ultima giornata viene a sapere del ritorno in rossonero: “Era l’ultima giornata di campionato. Il Milan giocava a Firenze, Galliani si avvicina e mi informa che a causa dell’infortunio di Christian Abbiati, sarei dovuto tornare a Milanello, vista la necessità di avere a disposizione tre portieri. Pensavo di iniziare la preparazione con i miei vecchi compagni prima di essere dirottato in un altro club. Poi anche Dida si é fatto male, il caso ha voluto che giocassi le amichevoli e ora eccomi qui”.

Curioso il continuo ripresentarsi del Siena nei momenti importanti della sua carriera: rottura del crociato in Toscana ai tempi dell’Ancona; ultima partita da titolare con il Milan in campionato; infortunio di Abbiati la scorsa stagione; esordio stagionale il prossimo sabato. Sulla nuova stagione: “Sono consapevole che esistono delle gerarchie, ho sempre chiesto alla società di mandarmi a giocare in prestito ad altre squadre piuttosto che tenermi qui fermo perchè é una situazione che non mi piace e non aiuta né me né il Milan. Al momento penso solo a fare bene, non faccio programmi e poi quello che sarà sarà”.

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Abbiati torna ad allenarsi in campo

giovedì, agosto 20th, 2009

abbiati si allena in campoE’ passato un altro mese e diventa sempre più vicino il pieno recupero di Cristian Abbiati, una delle note più positive della scorsa stagione del Milan. L’infortunio ai legamenti del ginocchio è solo un brutto ricordo e prosegue a pieno ritmo il programma di recupero stilato da Milan Lab.

Milan Channel l’ha intervistato per sapere come procedono le cose:  “La settimana scorsa ho cominciato ad uscire dalla palestra, ho iniziato ad allenarmi facendo forza sul campo e ho cominciato ad andare in porta a fare le prime cose che si possono fare. È una cosa mentalmente importante dopo un lungo infortunio perchè inizio a vedere uno spiraglio e mi carico maggiormente. Il lavoro è duro, sostengo un doppio allenamento tutti i giorni, però la voglia di tornare è talmente tanta che si fa di tutto per cercare di anticipare i tempi. Restare fuori non è facile perchè in questo momento non mi sento parte del gruppo. I miei orari sono comunque leggermente diversi dai loro, gli infortunati si allenano in altri momenti. Si cerca comunque di parlare, chiedo loro come stanno e mi sembra che in questo momento la squadra, come si è visto al Trofeo Luigi Berlusconi, abbia dimostrato di esserci”.

Qualche parola anche sul buon momento di Storari: “Basta giocare. Credo che un portiere possa dimostrare il proprio valore solo giocando. Giá l’anno scorso era dura con tre portieri di grande livello. Quest’anno siamo in quattro e ci sará da lottare, ma la cosa importante è che ci sia lealtá e amicizia tra di noi”.

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Buffon non si sente leggenda, ma chiede rispetto

mercoledì, agosto 12th, 2009

buffon critica i giornalisti“Durante la Peace Cup in Spagna i tifosi mi hanno fatto ottomila inchini, l’allenatore dell’Aston Villa ha voluto conoscermi e mi ha detto che per lui sarò sempre una leggenda. Poi torno in Italia e c’è chi si domanda perché noi vecchietti siamo ancora in Nazionale. Nel nostro Paese, insomma, c’è poco rispetto”. Parole di Gigi Buffon, infastidito dalle continue critiche che sono costretti a sentire da certa stampa, soprattutto durante le partite con la nazionale. Poi ci tengo a precisare, che come spesso accade, i giornali riportano le parole in modo artefatto, facendo passare Buffon per un esaltato che ama chiamarsi leggenda davanti allo specchio…

Una polemica nata e sopita in un istante, perché Buffon ha il diritto di esprimersi e sa non essere mai scontato. Chiede rispetto sapendo di meritarselo, pur conscio di non avere più le caratteristiche che lo hanno reso la ‘leggenda’. Ma i migliori sanno sempre come ottenere il massimo da se stessi.

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Ecuador-Julio Cesar 1-1

lunedì, marzo 30th, 2009

Stamattina leggevo come sempre, un pò di notizie sportive. Mi sono soffermato sull’infortunio muscolare di Maicon, quando l’occhio è caduto sulla prestazione maiuscola di Julio Cesar, capitolato solo a un minuto dalla fine, nel corso dell’incontro di qualificazione ai Mondiali tra Ecuador e Brasile. La selezione verdeoro non ha disputato una delle sue migliori partite, eppure sembrava avviata a concludere in vantaggio l’incontro, grazie al gol di Baptista e i grandi interventi del portiere interista. Ho cercato su youtube una sintesi di buona qualità e l’ho trovata. Guardatela, perché ne vale la pena.


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Se volete, potete leggere anche l’articolo pubblicato sul sito FIFA, dove viene ribadita la grande partita di Julio Cesar: “Brazil drew 1-1 away to Ecuador in their 2010 FIFA World Cup South Africa™ qualifier on Sunday thanks to an outstanding performance from goalkeeper Julio Cesar“.

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Buffon parla della sua vita, tra sbagli, ammissioni e serenità ritrovata

lunedì, gennaio 5th, 2009

Sull’edizione odierna de Il Giornale è stata pubblicata un’intervista a Gigi Buffon, realizzata da Giancarlo Perna, esperto giornalista, famoso per le sue interviste ‘anomale’. Il portiere bianconero non si è sottratto alle sue domande e n’è uscita fuori un’intervista molto particolare. A seguire, ne riprendo alcune parti davvero interessanti, a partire dalla descrizione che ne fa Perna durante la conferenza stampa ufficiale: “Gigi non dà confidenza, né la prende. Anziché un giovanottone di 30 anni, sembra più maturo di un cinquantenne maturo. Un ruolo importante gioca anche il suo aspetto. Barba di due giorni, basette lunghe fino ai lobi, sopracciglia ad arco che danno gravità al viso”. Poi via con le domande:

Il portiere è l’unico che usi le mani. In che altro si distingue dai compagni: “Può sembrare più estroverso e pazzarello. È solo più sensibile e solitario. Fa un po’ di scena per farsi compagnia mentre gli altri giocano. Un modo per distinguersi e attirare l’attenzione quando gli occhi di tutti sono sul resto della squadra”.

Da tre mesi, non gioca. Frustrato o tanto guadagna lo stesso: “Guadagno da quando ho diciassette anni. È un dato acquisito. Non è più uno stimolo, né una particolare gioia. Fa parte di te. Rimane la passione per quello che fai”.

Nel fondo, però, è un sentimentale. È rimasto con la Juventus anche in B, diversamente da Cannavaro: “Sono una persona corretta che dà priorità al sentimento. Preferisco prenderla in tasca io che metterla in tasca agli altri. Ma se mi fanno un torto, non do una seconda possibilità. Penso anche che nella mia posizione si debbano dare esempi belli e importanti”.

Cassano ha avuto 700 donne: “Non mi sono mai fatto mancare niente. Ma se da scapolo non ho messo in piazza la mia vita, figurati se lo faccio ora”.

Nel libro ha confessato di essersi comprato il diploma: “Mi mancava un anno per finire ragioneria. E così…”.

Si è mai drogato: “A parte gli spinelli in collegio, mai preso stupefacenti. Vengo da una famiglia sportiva e certi valori sono importanti. Un problema di autostima”.

È considerato di destra: “Tra destra e sinistra, preferisco la destra. È innegabile”.

L’hanno accusata di antisemitismo perché da ragazzo nel Parma indossò la maglia numero 88, due volte l’ottava lettera dell’alfabeto, HH. Simbolo nazista per Heil Hitler. Chiese scusa e la cambiò con un 77: “Mai stato antisemita. Ignoravo il simbolo. Fu il Parma a impormi il cambio. Obbedii per debolezza. Oggi, a 30 anni, terrei la maglietta”.

Tra i suoi colleghi chi ammira di più: “Gattuso. È genuino e altruista. Splendido”.

Che si aspetta dal 2009: “Nulla. Il futuro si crea. Devo impegnarmi per fare qualcosa di importante”.

Il testo completo dell’intervista è leggibile qui

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