Posts Tagged ‘abbigliamento’

Tecnologia tedesca, stile ITALIANO: scopriamo chi c’è dietro i guanti e l’abbigliamento Reusch

giovedì, marzo 4th, 2010

Cari amici del blog, come sapete è fin dall’inizio della nostra attività che ci onoriamo di avere nei nostri magazzini i prodotti della Reusch, azienda tedesca considerata a ragione una delle leader nel settore dell’abbigliamento e dei guanti da portiere.

Con il rinnovo del loro sito aziendale abbiamo scoperto con piacere, che nella squadra che si occupa di realizzare la linea destinata agli estremi difensori ci sono ben due italiani, un ragazzo e una ragazza che andremo a conoscere con la chiacchierata di oggi, e che ci racconteranno la loro esperienza lavorativa e ci riveleranno un po’ di retroscena su una collezione che se per i guanti ha già raccolto consensi praticamente unanimi, per l’abbigliamento promette sorprese di assoluto rilievo.

Come viene riportato sul sito, Sara è la persona che si occupa di disegnare l’abbigliamento (la Defender da lei ideata è stata la maglia più venduta del 2009), mentre Paolo è colui che si occupa dei guanti, e come tantissimi clienti e appassionati del marchio, preferisce il sistema Duo.

Andiamo alle domande:

-1:  come siete arrivati a lavorare con Reusch e come la trovate come esperienza?

-1:  Paolo: Lavorare nel team Reusch e’ un onore. Davvero. Siamo un grandissimo team fatto di persone dinamiche, sportive. Credo nel destino, quindi credo che fosse gia scritto che un giorno ci saremmo incontrati.

-1:  Sara: un po nel destino credo anche io, lavoro con molte persone che hanno i miei stessi interessi e passioni, e’ una bellissima esperienza senza ombra di dubbio

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-2:  com’è lavorare in un ambiente internazionale e non prettamente italiano?

-2:  Paolo: ahahah, rido perche’ vederli spremere il ketchup sulla pasta mi fa stare male! “Cosa c’e’ di strano?” rispondono.”Niente” dico io, magari “Vuoi aggiungerci anche le patatine fritte?” Siamo un bel mix internazionale, omogeneo, e dinamico. Io mi sento a mio agio.

-2:  Sara: ahah verissimo, ma come nel design dipende tutto dai punti di vista :) , loro ridono quando dico “viustel” (wurstel)

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-3:  le linee Raptor e Magno hanno rappresentato una decisa innovazione per quanto riguarda la grafica dei guanti da portiere. Cosa ti ha spinto a puntare su questi design?

-3: Paolo: Beh, grazie per la parola innovazione, ma non parlerei di grafica. Direi design a 360 gradi. Raptor e Magno sono davvero dei bei progetti, degli ottimi mix tra funzionalita’ e look. E come tali sono orgoglioso di loro, specialmente per il lavoro che tutti insieme gli abbiamo dedicato, e dico tutti perche’ siamo un davvero team.

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-4:  secondo i nostri lettori e clienti il Raptor Pro Duo, sia nella versione Ortho Tec, da noi voluta a ogni costo per il mercato italiano, sia la versione classica hanno vinto i premi come miglior guanto del 2009 nelle loro categorie. Cosa significa per te ricevere un apprezzamento del genere?

-4: Paolo:  E’ motivo di grande soddisfazione, indubbiamente. Io, personalmente, mi emoziono ogni volta che vedo un portiere con i nostri guanti, dalle categorie pulcini fino alla Champions League. Grazie a tutti i portieri che hanno scelto Reusch. Grazie davvero.

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-5:  da quello che si può vedere nel catalogo 2010, disponibile su www.reusch.com avete ancora di più ampliato l’offerta dell’abbigliamento da allenamento, ma è in quello da gara che si intravede qualcosa di rivoluzionario. Cosa ci puoi raccontare di Shirt I e Shirt II (nella sua versione a 3/4) che sembrano a vista qualcosa di davvero innovativo e mai visto in questo settore.

-5:  Sara:  Come pionieri dei guanti, cerchiamo anche nell’abbigliamento di essere sempre all’avanguardia. Sono molta orgogliosa che  i nostri prodotti abbiano ancora oggi un aspetto innovativo come allora.

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-6 : facendoti i complimenti per le linee degli ultimi due anni, che hanno puntato molto sulla protezione, e per questo sono state premiate dalle vendite sul nostro sito, ti chiediamo di svelarci qualche segreto del tuo lavoro e sul come si sviluppano i progetti dalla carta al capo finito.

-6:  Sara:  Concordo con Paolo che non posso parlare del “mio” lavoro ma di progetti discussi, rivisti, corretti, rivisitati e solo alla fine approvati da tutti noi…questo e’ il segreto della Reusch.

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Under Armour nuovo marchio su Portierecalcio.it

mercoledì, dicembre 2nd, 2009

under armour su portierecalcio.it

Under Armour è un’azienda americana con sede a Baltimora che è riconosciuta come il pioniere di un segmento di abbigliamento sportivo attualmente in forte crescita: il Performance Apparel. Per Performance Apparel si intende quell’abbigliamento da utilizzare in allenamento e in gara che consente di migliorare le proprie prestazioni grazie alle qualità dei suoi tessuti e della sua vestibilità. Il nome Under Armour significa “sotto l’armatura” e, come si può facilmente intuire, deriva dal football americano: non a caso il suo ideatore, Kevin Plank, è l’ex capitano di un team di prima divisione (i Terrapin). Kevin, quando giocava, non si capacitava di come non ci fosse un modo per evitare di cambiare 2/3 t-shirt intrise di sudore durante ogni allenamento e dunque, una volta terminati gli studi, iniziò a progettare una maglia che permettesse di rimanere asciutti per tutta la durata dell’attività sportiva. Tutto quindi cominciò con l’idea di realizzare una t-shirt di livello superiore, che desse sostegno alla muscolatura trasportando il sudore all’esterno piuttosto che assorbirlo. Una t-shirt che lavorasse con il proprio corpo regolando la temperatura per migliorare le prestazioni. La prima t-shirt fu creata circa dieci anni fa e da allora Under Armour sviluppa una linea di prodotti in microfibra unica al mondo. Oggi Under Armour offre una serie di prodotti per tutti gli sport e tutte le condizioni climatiche ed è la prima scelta per moltissimi atleti nel mondo. Under Armour® è al primo posto nelle classifiche mondiali del mercato del Performance Apparel dove detiene il 72% delle quote e il marchio sul petto è ormai più di un logo, è la garanzia che la t-shirt che stai indossando ti aiuterà a migliorare le tue prestazioni.

Questa è in sintesi la storia del brand Under Armour, i cui prodotti sono da oggi in vendita sul nostro sito. Di seguito l’elenco di quelli attualmente disponibili:

Pantalone Under Armour compressione Cold Gear Action: http://www.portierecalcio.it/contents/it/p451.html
Maglia Under Armour compressione Cold Gear Mock manica lunga nero: http://www.portierecalcio.it/contents/it/p445.html
Maglia Under Armour compressione Cold Gear Mock manica lunga bianco: http://www.portierecalcio.it/contents/it/p447.html
Pantalone Under Armour compressione Heat Gear: http://www.portierecalcio.it/contents/it/p449.html
Short Under Armour compressione Cold Gear Core: http://www.portierecalcio.it/contents/it/p452.html
Maglia Under Armour Heat Gear senza manica bianco: http://www.portierecalcio.it/contents/it/p448.html
Short Under Armour compressione Heat Gear: http://www.portierecalcio.it/contents/it/p450.html

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Ritiro e preparazione precampionato: quale abbigliamento e attrezzatura per il portiere?

martedì, luglio 1st, 2008

Tra qualche giorno comincerà per i professionisti la breve ma intensa stagione dei ritiri precampionato, in preparazione dei prossimi campionati di calcio.

Tra qualche settimana però toccherà anche agli estremi difensori delle squadre dilettantistiche e di categoria fare in maniera più o meno organizzata i primi allenamenti per arrivare in forma al primo fischio d’inizio. Approfittiamone quindi per dare alcuni consigli a chi si accinge a cominciare.

L’abbigliamento: per chi è fortunato e ha dietro una società organizzata, il problema non si pone, visto che sarà la stessa a fornire il materiale necessario, ma non sempre questo può risultare adatto a proteggere il corpo dagli urti e dalle cadute che alcuni esercizi ripetitivi richiedono in maniera sistematica, quindi sotto la tuta non può mancare uno short come il Guardian Lite Reusch, grazie alle imbottiture a doppia densità.

Ai meno fortunati, costretti a procurarsi da soli il materiale, oltre al già citato sottopantalone, consigliamo caldamente il pantalone Ergo Kevlar della Reusch, che grazie al materiale antiabrasione su ginocchia e fianchi, si mantiene intatto molto più a lungo di articoli simili e le maglie sempre della Reusch Guardian Shirt Pro, studiate per garantire la massima protezione possibile sui gomiti e gli avambracci e molto traspiranti, grazie al sistema MMS, che permetterà di sopportare al meglio il caldo estivo. In questa maniera la possibilità di incorrere in fastidiosi infortuni sarà molto ridotta.

Per quanto riguarda i guanti, se avrete a che fare con campi in erba naturale, o sintetici di nuova generazione, buttatevi senza pensarci sulla nostra offerta di 3 paia di guanti Diadora, in vendita sul nostro sito a soli 119 euro, oppure su quella da 2 Cerberus Absolutgrip della Uhlsport, guanto top della ditta tedesca, che è stato anche indossato da Marchetti nel suo esordio in nazionale, mentre se il terreno di gioco è in terra battuta, o siete portieri di calcio a 5 che giocano sul parquet o sull’erba sintetica di vecchia generazione (speriamo sparisca al più presto…) la scelta è tutta per l’eccellente guanto da portiere Reusch Raptor Pro D1.

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Beach Soccer: quale attrezzatura e quali guanti da portiere?

lunedì, giugno 30th, 2008

Mi scrive Maurizio dalla Toscana (beato lui in questo periodo…), chiedendomi un consiglio su cosa indossare e soprattutto su quali guanti da portiere utilizzare per un torneo di beach soccer, che comincerà tra pochi giorni.

Gli rispondo pubblicamente da queste pagine, approfittando così per dare la giusta luce a questa disciplina sportiva molto divertente, che sta venendo alla luce ogni estate grazie anche alla copertura televisiva, offerta principalmente da Sky, ma anche dal canale sportivo Rai in occasione delle manifestazioni più importanti.

Fermo restando che non sempre si gioca su campi perfettamente sabbiosi, e il sasso (o peggio ancora lo scoglio…) fastidioso può essere nascosto sotto la spiaggia pronto a fare male (io un po’ d’anni fa ho levigato così uno stinco…), una maglietta a mezze maniche e un pantaloncino non imbottito vanno comunque più che bene, considerando anche il caldo che in certi orari è davvero opprimente.

Discorso guanti: personalmente ritengo che il portiere, nonostante il pallone sia più leggero e sicuramente più morbido al contatto, debba utilizzare i guanti da portiere durante la partita. Questo perché a causa delle traiettorie impazzite che prende la sfera sulla sabbia, il rischio infortuni alle dita è altissimo, con la possibilità di fastidiose insaccature, slogature o peggio ancora fratture delle falangi. Meglio quindi utilizzare un guanto che dia molta sensibilità, preservandoci da fastidiosi traumi.

Considerando la scarsissima usura che si ha in queste condizioni (sulla sabbia è davvero difficile che un guanto si consumi…) raccomandiamo quindi palmi morbidi e cuciture negative, per migliorare il feeling con il pallone soprattutto durante i rilanci, davvero importanti per mandare la propria squadra all’attacco e creare occasioni da gol.

I prodotti che raccomando sono i Reusch Bundesliga, perfetti con il palmo G1 e la cucitura negativa e gli Aquasoft Pro Fangmaschine Uhlsport, molto leggero, ma allo stesso tempo discretamente protettivo.

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Portierecalcio.it intervista Giacomo Brichetto

sabato, maggio 24th, 2008

Giacomo Brichetto - portiere del NovaraConosco Giacomo Brichetto da un po’ di tempo, avendo avuto occasione di scambio di opinioni e di quattro chiacchiere su un altro sito del settore. Lo ritengo uno dei portieri migliori e più interessanti in prospettiva di tutta la serie C1, dove quest’anno prima di un brutto infortunio alla spalla si è distinto tra i pali del Novara Calcio.

Con lui parliamo dello spirito del calcio, della sua crescita calcistica e delle sue aspirazioni per il futuro. Ecco le nostre domande e le sue risposte.

1. Calcio: lavoro o divertimento? Quale dei due aspetti è più importante per te?
“Decisamente lavoro. Un lavoro da privilegiati, perché abbiamo la fortuna di fare quello che ci piace. Ma per quanto sia divertente, è indubbiamente un lavoro, soprattutto per le pressioni che arrivano dall’esterno che, in certi momenti, fanno proprio dimenticare l’aspetto più divertente del calcio.”

2. Parliamo dei tuoi idoli: a quale portiere ti sei ispirato o ti ispiri?
“Non mi sono mai ispirato a nessuno sinceramente, credo che quelli della mia generazione siano già cresciuti calcisticamente con il mito di Buffon, sebbene sia solo 5 anni più grande di me. ma a 17 anni già giocava quindi a 12 anni già potevo intravedere in lui un modello! Oggi come oggi invece mi piace molto Cech.”

3. Per quale motivo hai cominciato a giocare in porta?
“Non saprei… ci sono finito durante il primo allenamento della scuola calcio, direi per l’altezza, e non ne sono mai più uscito!”

4. I preparatori che ti hanno seguito sono stati importanti per te? Quale ricordi con maggior piacere?
“Sono stati sicuramente importanti, specialmente Rama che mi ha preso a 16 anni nelle giovanili dell’Alessandria e mi ha dovuto insegnare tutto visto che provenivo dalla Terza categoria. Poi ricordo Federici che nei 2 anni a Martina Franca mi ha fatto crescere molto. Ricordo con piacere anche Villa che nei 2 anni a Sanremo in C2, i primi da titolare, mi ha saputo valorizzare.”

5. Nonostante tu sia giovane, hai già qualche anno di carriera alle tue spalle? Qual è stata il momento più bello, e quale il più brutto?
“Ho esordito nei professionisti a 18 anni, ma fino ai 22 non ho mai avuto la chance di giocare titolare. Ad Alessandria ero molto giovane e ho racimolato 9 presenze in C2 più le varie in Coppa Italia. A Martina ho fatto il secondo per 2 anni giocando 1 sola volta in C1. Meno male che in questi anni giungevano le convocazioni delle Nazionali giovanili, altrimenti probabilmente ora starei facendo un altro lavoro! Il momento più bello direi l’esordio nei professionisti, poi ci metto un Inghilterra-Italia U20 1-4 in cui ho disputato una delle migliori partite. Ricordo con piacere anche un Martina-Bari di TIM Cup in uno stadio stracolmo. La passata stagione ho vissuto parecchi momenti positivi, belle partite, interventi difficili, ma non mi ci soffermo più di tanto! Momenti più brutti ne ho passati molti, in modi diversi. Sia quando non giochi, sia quando le cose non vanno per il verso giusto e magari vieni contestato. Ma fa’ parte del gioco… e in una carriera sono sicuramente di più i momenti difficili che quelli in cui tutto ti gira per il verso giusto, per questo ci vuole sempre molto equilibrio.”

6. E’ importante nella tua squadra avere un buon rapporto con gli altri portieri? Come ti sei trovato quest’anno a Novara con Micillo e Berti?
“E’ molto importante secondo me, allenarsi con serenità e giocare tranquillo fa rendere molto di più. Quando io facevo l secondo portiere mi sforzavo, per quanto “rosicassi” a stare in panchina, di essere corretto e leale con l’altro portiere. E difatti ho ancora adesso a distanza di anni ottimi rapporti con tutti i portieri di cui sono stato il secondo, in alcuni casi vere e proprie amicizie, merce rara nel calcio. Appena sono passato titolare però mi sono reso conto che non tutti la pensano come me, vedo molta negatività, molta invidia anche da parte di chi ormai ha dato tutto e a fine carriera potrebbe aiutare un ragazzo più giovane. Insomma, qualcuno cerca di metterti il bastone tra le ruote. Ma con Berti il rapporto è stato ottimo, spero di ritrovarlo anche l’anno prossimo.”

7. Se, come ti auguriamo, arriverai a calcare i campi della serie B o meglio ancora della A, con che numero ti piacerebbe giocare?”
“Non saprei… prima spero di arrivare in quelle categorie, poi ci penserò!!

8. Ti tenta l’esperienza internazionale?
“Molto, ho un’autentica passione per il calcio inglese, e per l’estero in generale. Quando ero più giovane sembrava ci potesse essere la possibilità, ma non si è mai concretizzato nulla. In ogni caso, la speranza è l’ultima a morire!!”

9. Parliamo di abbigliamento: come preferisci vestirti in allenamento e come in partita?
“In allenamento uso dei pantaloncini speciali per proteggere i fianchi, poi di solito pantaloni ¾ e una felpa sopra la normale maglietta da allenamento. In partita maglietta a maniche corte (quando me le fanno tagliare!!) e pantaloncini senza imbottiture.”

10. Come dovrebbe essere per te il guanto da portiere “perfetto”?
“A me piace il guanto che sia abbastanza aderente, ma non ho modelli in particolare..uso quelli che mi da lo sponsor tecnico e quando individuo il modello che mi piace vado avanti con quello.”

Ringraziamo Giacomo per la disponibilità e gli auguriamo un pronto recupero dal problema alla spalla che l’ha costretto alla fine anticipata del campionato. Siamo convinti che a settembre lo rivedremo tra i pali più forte di prima, pronto a stupirci ancora con i suoi interventi ai limiti dell’impossibile.

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Portierecalcio.it intervista Davide Faraon

martedì, aprile 22nd, 2008

Davide Faraon - Portiere del TarantoGrazie all’aiuto indispensabile di Luca “Rossoblu87″ Barone (autore della foto) e del Direttore Generale Vittorio Galigani, a cui vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, abbiamo avuto la possibilità di incontrare nella mattinata di ieri Davide Faraon, portiere titolare del Taranto Sport, ventitré anni ad agosto e rivelazione positiva di questa stagione. Il portiere rossoblù ha infatti sostituito Nicola Barasso, conquistandosi il posto con ottime prestazioni e subendo solo tre gol nelle tredici partite sin qui disputate.

Con lui abbiamo avuto una chiacchierata informale, parlando della sua carriera, delle sue aspirazioni, del materiale e dell’abbigliamento tecnico che usa in allenamento e in partita. Ecco le sue risposte alle nostre domande.

1. Il calcio per te oltre a essere lavoro riesce a essere anche divertimento?
“E’ prima divertimento e poi lavoro perché giocare in posti dove ti pagano per andare dietro a un pallone, credo che sia bellissimo. Deve essere sempre prima un divertimento e poi un lavoro.”

2. Chi sono i tuoi idoli o comunque i tuoi punti di riferimento? Ti ispiri a loro?
“I miei idoli sono persone che sono “arrivate” nel calcio come Toldo e Buffon. Ispirarsi e imitare la tecnica non è facile, così come non lo è il paragone, ma spero di riuscire a fare quello che hanno fatto loro.”

3. Come hai cominciato a giocare in porta?
“Tutta colpa di mio padre. Facevo il difensore centrale, però menavo troppo e allora per sicurezza mi hanno messo letteralmente in porta.” (dice sorridendo ndAzzurro)

4. Quali sono i preparatori che ti hanno seguito?
“Importanti non tanti, ma ho imparato da tutti e le cose che hanno detto mi sono sempre servite, lavorando nella maniera migliore.”

5. Quali sono stati i momenti più significativi della tua carriera?
“Il più bello penso che sia quest’anno. Ho fatto anche i playoff in serie B con il Perugia, però vivendoli dalla panchina non mi sono sentito coinvolto del tutto, visto che non potevo essere in campo. Diverso è il giocare, visto che ti da sensazioni diverse e molto positive.”

6. Che rapporti hai con Nicola Barasso (attuale riserva)?
“Come già detto nell’intervista a Taranto sera, con Nicola ho un grandissimo legame anche perché lui è sempre stato pronto a darmi una mano in ogni momento. Quando vai al campo una volta al giorno per allenarti è fondamentale mantenere un ottimo rapporto con i compagni di squadra e soprattutto di reparto.”

7. Una curiosità: se dovessi arrivare a giocare in serie A o in serie B, quale numero vorresti sulle tue spalle?
“Un numero vale l’altro, ma se dovessi scegliere, mi andrebbe benissimo il 12, visto che a Perugia lo avevo. L’importante è arrivare in quei campionati, poi va bene anche il 1121…”

8. In allenamento tendi a usare abbigliamento protettivo, o ti limiti a utilizzare ciò che ti passa la società (anche se magari non ti protegge)?
“Per me proteggermi in allenamento è fondamentale e uso un pantaloncino imbottito e attillato in neoprene per evitare le borsiti ai fianchi.”

9. In partita come preferisci vestirti? Protezione o libertà di movimento?
“Preferisco la massima libertà di movimento, però uso maglie a maniche lunghe imbottite, come quella che indosso adesso di colore rosa (un modello da noi in vendita in altri colori). Qui però entra anche in gioco il fattore scaramanzia, visto che se vinciamo, continuiamo a indossare le stesse cose.”

10. Quale marca di guanti utilizzi e hai utilizzato in passato?
“Sono sponsorizzato dalla Uhlsport da 2 anni e mezzo, quindi uso i guanti e le scarpe che mi passano loro, ma li ho utilizzati anche in passato e mi ci trovo davvero bene.”

11. Con quale modello ti sei trovato meglio?
“L’Absolutgrip X-change lite della Uhlsport, piacendomi parecchio i palmi sagomati, molto più resistenti rispetto a quelli tradizionali, che in allenamento, sfruttandoli ogni giorno, mi durano molto meno.”

12. Ho notato che i guanti Uhlsport che usi hanno nelle versioni in vendita le stecche. Tu le utilizzi o ne fai a meno?
“Mi capita di usarle, visto che ho la tendenza a insaccarmi le dita, anche se ultimamente ne sto facendo a meno. A differenza di alcuni miei colleghi, non mi danno fastidio e comunque in partita la concentrazione è tale, che non le sento e quindi è come se non le avessi.”

Ringraziamo Davide Faraon per la disponibilità e la simpatia avuta nei confronti della nostra iniziativa e gli auguriamo i migliori successi professionali e nella vita.

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