Archive for the ‘Roma’ Category

Artur si riscatta in Coppa Italia. Perché la Roma dovrebbe trovare un altro secondo portiere?

giovedì, dicembre 18th, 2008

La Roma, risolta la crisi di gioco e di risultati, deve affrontare il nodo portiere, riemerso improvvisamente con la pubalgia di Doni. Già ne parlai in tempi non sospetti, quando lo stesso Doni non riusciva neanche ad allenarsi a causa dei vecchi problemi al ginocchio. La giusta scelta di cedere Curci al Siena, non ha trovato (a detta di alcuni) l’adeguata contromossa. L’arrivo di Artur, altro brasiliano come lo è anche il terzo Paulo Sergio, ha fatto storcere il naso a molti, soprattutto per la scarsa o nulla conoscenza del giocatore e la poca esperienza maturata nel calcio italiano. Anche io ho pensato che sarebbe stato meglio puntare su un portiere dalla provata esperienza, che potesse entrare in campo senza mormorii dagli spalti, ma quanto successo e letto in questi ultimi giorni, mi ha fatto cambiare opinione.

Artur ha sostituito Doni domenica scorsa contro il Cagliari, ha giocato la sua onesta partita, non senza incertezze e preso due gol, uno sulla punizione imprendibile di Conti e l’altro sul tiro piazzato di Jeda, che era tutto fuorché facile da parare (tiro improvviso e piazzato di piatto, tirato benissimo). Finito l’incontro sono partite le critiche da tifosi e media: Artur non è all’altezza, non abbiamo un portiere di riserva, etc. Posso citare i nomi che hanno iniziato a circolare in questi giorni: Alberto Fontana, ormai fuori squadra a Palermo (farebbe mai la riserva a Doni, dopo che non l’ha voluta fare ad Amelia?); Marco Storari in partenza da Firenze (ha dichiarato pochi giorni fa di aver capito di non essere adatto per fare il secondo); Yohann Pelè, in scadenza di contratto al Le Mans (un altro portiere straniero). Che dire? A me paiono nomi messi in mezzo per creare confusione, piuttosto che reali ipotesi di mercato. Confusione a cui Artur non ha fatto caso, perché ieri sera è stato importantissimo nel dare il suo contributo al passaggio del turno di Coppa Italia contro il Bologna, partita che è rimasta bloccata sullo 0-0 sino a pochi minuti dal termine. Il portiere brasiliano ha detto a fine partita: “Mi sembra di aver dimostrato di essere da Roma. La Roma cerca un altro portiere? Io continuo a lavorare per farmi trovare pronto quando il mister mi chiama, è questo il mio compito principale. Se gioco domenica? Non dipende da me ma cercherò di farmi trovare pronto”. Parole semplici e chiare. Le notizie di mercato non mancheranno, ma è mia opinione che la Roma non faccia alcun cambio in porta e mi fido delle parole di Spalletti: “Artur? E’ tranquillo, il suo ruolo è molto delicato, le incertezze di domenica sono da attribuire ad un po’ di tensione”.

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Uno sguardo sul passato, il presente e il futuro dei portieri della Roma

sabato, dicembre 6th, 2008

Su Il Romanista dei giorni scorsi è stata pubblicata un interessante intervista a Claudio Filippi, attuale preparatore dei portieri del Chievo. Ha parlato della situazione della squadra veronese e di quella romana, ma le cose per noi più interessanti le ha espresse sui portieri con cui ha avuto a che fare. Vediamo cosa ha detto:

Parliamo di portieri. Cosa pensi di Doni?
«Ha giocato con tanti problemi fisici, è tipico dei portieri ma non è tanto normale. Lui fa fatica ad allenarsi, questo può incidere».
Artur è un secondo all’altezza?
«Artur è una scommessa per la Roma, che va valutata alla fine della stagione. Lo conosco, ha delle qualità ma a volte non bastano le qualità per poter giocare nella Roma».
Col Chievo c’è Sorrentino. Una bella sorpresa.
«Gli ha fatto bene l’esperienza in Grecia e in Spagna. Lo conoscevo già ed ho trovato un atleta maturo, con esperienza internazionale».
Buffon ha parlato bene di Curci e di Marchetti.
«Gianluca l’ho visto molto bene nella partita contro di noi, molto sicuro. Non mi ha stupito perché ho sempre detto che è un portiere di prospettiva e di qualità».
Se fosse andato via prima sarebbe stato meglio per la sua maturazione?
«A volte non decide solo l’atleta ma anche la società. Bisognava trovare la formula giusta per non rischiare di perderlo, quando si è creato il presupposto la Roma lo ha mandato. Gli anni passati a Roma, comunque, gli sono serviti perché ha fatto esperienze importanti. Gare come quella di Manchester (non il 7-1 n.d.r.) ti segnano, e fanno parte della crescita di un’atleta».
E’ pronto a tornare?
«Lui è giovane. Ha 23 anni ed ha già una grandissima esperienza. Può permettersi di giocare un altro anno in provincia prima di tornare alla base. Dall’esperienza di Siena può trarre grandi benefici, anche se aveva già dimostrato a Roma di avere personalità».
Se il Mondiale si giocasse oggi quale sarebbe la gerarchia di Lippi?
«Buffon, Amelia, De Sanctis. Tra due anni potrebbero modificarsi le cose: Curci potrebbe rientrare nel gruppo dei tre».
Come crescono i portieri del settore giovanile della Roma?
«Ci sono ragazzi molto bravi, almeno due o tre di livello notevole. Non faccio i nomi per non fare torto a nessuno. La Roma può stare tranquilla perché di portieri buoni per il futuro ce ne sono, anche perché i tecnici sono bravissimi».

Il testo completo dell’intervista è consultabile qui.

C’è da aggiungere che Doni ha dichiarato sul Corriere dello Sport di oggi di non avere più dolore al ginocchio e di stare riuscendo ad allenarsi con regolarità. Le tre partite senza subire gol, avranno sicuramente contribuito a migliorare l’umore del portiere, oltre che il fisico.

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Doni si racconta a Globo TV: “E’ meglio essere attaccante”

venerdì, novembre 7th, 2008

La vittoria della Roma per 3-1 sul Chelsea ha dato dimostrazione che la squadra capitolina può uscire dal tunnel in cui è entrata in questo avvio di stagionee tornare in campionato nelle posizioni di vertice che gli competono. Chi ha dato i maggiori segnali di ripresa è anche Doni, vittima anche lui delle amnesie della squadra, ma decisamente positivo già contro la Juve e soprattutto contro il Chelsea. La rete televisiva brasiliana Globo Tv lo ha intervistato e il contenuto è stato riportato da Il Romanista. Eccolo di seguito:

Parliamo del tuo inizio.
“Ho iniziato a 16 anni al Paulista di Jundiai. Ho dovuto lavorare molto, il lavoro di allenamento di un portiere è difficile, e ci vuole tempo per specializzarsi. Da quando avevo 7-8 anni ho sempre fatto il portiere.Ho provato anche a giocare in attacco, ma non ci sono riuscito, non avevo la capacità. A 19 anni sono andato al Botafogo de Ribeirao Preto. La mia prima partita è stata la finale della serie B del campionato paulista. Abbiamo vinto e siamo stati promossi in serie A”.

E’ difficile il ruolo del portiere?
“Essere portiere è difficile. Prima pensavo che per giocare bene bastassero le qualità, ora so che quello che conta è l’esperienza. Mi ricordo la prima volta che ho giocato una finale davanti a 60 mila persone, tremavo. Oggi sono più tranquillo, pero all’inizio era complicato. Comunque io non vorrei che mio figlio diventasse un portiere, è molto difficile. Prendere gol non è bello…. È meglio essere attaccante”.

All’inizio della tua carriera hai vissuto momenti complicati, hai mai pensato di smettere?.
“Avevo 21 anni, ero molto giovane e ho avuto molte difficoltà. Alla fine però ho avuto anche buoni momenti. Non è stato facile, anche a causa di una serie di trasferimenti infelici al Cruzeiro e poi al Santos, dove ho giocato pochissimo. Non potevo smettere, dovevo lavorare, guadagnare i soldi per pagare le bollette. Avevo i figli, la mia famiglia mi ha dato appoggio e io ho insistito. Anche oggi, quando sono un po’ depresso mi guardo un dvd dei miei migliori momenti e mi faccio coraggio. Era così anche a quei tempi”.

La svolta alla Juventude?
“Ho bellissimi ricordi, ho fatto una bella stagione e tramite Antonio Carlos Zago ho ricevuto l’invito per venire alla Roma. Non ci ho pensato un momento, sono venuto di corsa! Quando sono arrivato la Roma non andava bene, aveva fatto una brutta stagione ed era quasi andata in B. Con Spalletti le cose sono cambiate: la Roma ha fatto una bellissima stagione, abbiamo fatto il record di 11 vittorie, con Doni sempre in porta”.

A Roma hai avuto la possibilità di giocare con grandissimi calciatori.
“Quando sono arrivato mi sono spaventato. Mi sono visto vicino a grandi nomi, che vedevo solo in Tv, ero molto emozionato. In vari momenti però conta molto avere la testa a posto, sangue freddo. Quando si sbaglia, si deve dimenticare in fretta e continuare a giocare”.

La Roma è una squadra con tanti brasiliani.
“Siamo in 8 e tutti bravi. Ai romani piacciono i brasiliani e la società prima di comprare cerca di sapere come sono nella vita fuori dal campo, se si comportano bene”.

Sei più idolo in Europa che in Brasile?
“In Brasile ho giocato poco e non molto bene. Qui grazie a Dio, i tifosi mi danno molto appoggio, per la strada si sente l’affetto della gente. Il lavoro qui mi ha dato l’opportunità di avere i tifosi dalla mia parte. Conta anche l’esperienza che ho portato, ho giocato in grandi squadre in Brasile e adesso sono in un club che ha una tifoseria come quella del Corinthians, che ti mette molta pressione”.

Pensavi di conquistare la Seleçao?
“Non ci speravo ma sono stato molto felice quando ho avuto l’opportunità di giocare e vincere la Coppa America contro l’Argentina. Era un momento difficile, il gruppo era buono e con l’obiettivo di guadagnare la Coppa anche se tutti dicevano che avremmo perso. Abbiamo vinto ed è stato un bellissimo momento per me, ora manca il sogno più grande: giocare la Coppa del Mondo. Per farlo però devo giocare bene nella mia squadra: farò del mio meglio per essere convocato”.

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Curci pentito di non aver lasciato la Roma due anni fa

giovedì, novembre 6th, 2008

Gianluca Curci rientra sicuramente tra le scommesse vinte in questo inizio di campionato. Il giovane portiere romano ha deciso questa estate di cambiare aria, voglioso di giocare e non vedersi interrompere il suo processo di crescita tecnica. Come sappiamo, la scelta è ricaduta sul Siena (titolare in comproprietà del cartellino) e i risultati gli stanno dando ragione. Le prestazioni sono diventate sempre più convincenti di partita in partita e domenica contro la Fiorentina ha eretto un muro invalicabile che ha portato la sua nuova squadra alla vittoria, nel sentito derby toscano.

La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato e Curci ne ha approfittato per togliersi alcuni pesanti sassolini dalle scarpe, facendo anche mea culpa sulle scelte effettuate gli scorsi anni: “A Siena ho trovato proprio l’ambiente giusto per giocare. Forse avrei dovuto lasciare la Roma prima. Ho buttato due anni in panchina, ma magari ci sarebbe stato il rischio di trovare un’altra squadra senza giocare”. Dichiarazioni che sicuramente non faranno piacere all’ambiente romano e romanista, ma che nell’ottica di un ragazzo ancora giovane e bloccato dall’arrivo di Doni, ci possono stare ed essere condivise, soprattutto se le prendiamo per quelle che sono, cioè un semplice sfogo personale, senza alcuna accusa ai tifosi o alla società giallorossa.

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Roma con il problema portiere: Doni convive con i problemi al ginocchio, ma Curci non c’è più

giovedì, settembre 11th, 2008

In uno degli interventi precedenti, avevo criticato le scelte fatte dalla Roma riguardo il ruolo del portiere. Su Curci a Siena, non possiamo che essere d’accordo sulla decisione di farlo andare a giocare in una piazza abbastanza tranquilla e che gli darà la possibilità di fare esperienza e migliorare senza che i media lo assalgano ai primi errori. Il problema è successivo a questa decisione: una grande squadra come la Roma avrebbe dovuto coprire il vuoto lasciato con un altro portiere di livello e con una buona esperienza anche internazionale. Ad aggravare questa mancanza, bisogna aggiungere i perduranti problemi di Doni al tendine rotuleo del suo ginocchio. L’infiammazione va avanti già da diversi mesi e il portiere brasiliano perdura nell’alternare allenamenti e terapie, senza che lo staff medico sia riuscito a venire a capo di questa fastidiosa situazione, per molti aspetti simile a quella vissuta da Ibrahimovic, risolta solo con l’assoluto riposo. E proprio questa parrebbe l’unica soluzione, peccato che dietro Doni, con tutto rispetto per Arthur e Julio Cesar, non ci siano degni sostituti.

Nei mesi scorsi erano circolati, tra gli altri, i nomi di Cudicini e Iezzo, due portieri che avrebbero sicuramente rinforzato il reparto e consentito a Doni di curarsi con la giusta calma. A questo punto bisognerà adeguarsi alle scelte tecniche fatte, scegliendo se fare fermare comunque il giocatore, oppure continuare a farlo giocare con le infiltrazioni. 

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La Roma ha bisogno di un secondo portiere

martedì, agosto 12th, 2008

Mesi e mesi per scoprire chi sarebbe diventato il vice Buffon (Manninger e Chimenti), mentre la Roma cedeva in prestito il suo prodotto del vivaio Curci al Siena, chiuso dall’esplosione consolidata di Doni. E ora siamo qui a chiederci se la Roma voglia davvero iniziare la stagione senza un portiere di riserva affidabile e con l’esperienza per subentrare in caso di necessità al portiere brasiliano. Artur non è sembrato possedere i requisiti necessari per ricoprire questo ruolo e a soli 20 giorni dalla fine del calciomercato, sono davvero pochi i nomi in circolazione che possano stimolare l’interesse dei tifosi e soprattutto, quello della dirigenza giallorossa.

A fare il punto della situazione è anche intervenuto Fabio Cudicini il famoso ‘Ragno Nero’ degli anni 60 : “Artur per me rimane un po’ un’incognita, anche perché credo che una squadra che fa la Champions League dovrebbe avere portieri di grande esperienza. La mia opinione è che la Roma, giocando gare di livello internazionale, avrebbe bisogno di portieri di riserva più sperimentati”. Giudizi anche su Curci a Siena: “Per lui sarà un esame di maturità, visto che avrà la possibilità di essere impegnato. A Siena potrà giocare con serenità e migliorare. Mi sembra una scelta ottima che forse andava fatta con qualche stagione di anticipo” e su Doni: “Agli inizi della sua esperienza con la Roma mi aveva suscitato qualche perplessità visto che era apparso poco sicuro e maturo, ma poi questa impressione è stata smentita dagli ottimi campionati che ha svolto. Non a caso ora è uno dei portieri della nazionale brasiliana, confermandosi un grande numero 1″.

Nomi da consigliare? Forse proprio Cudicini, accostato tempo fa alla Juve, oppure Flavio Roma, non fatto giocare dal Monaco sabato scorso per aver criticato il mercato della squadra monegasca. Altri nomi non me ne vengono, al massimo Iezzo, ma lui e il suo procuratore hanno preferito giocarsi le proprie chances a Napoli. Aspettiamo e vediamo cosa farà la famiglia Sensi.

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Curci a Siena ringraziando la Roma

venerdì, giugno 27th, 2008

Finalmente Gianluca Curci ha saputo dove giocherà la prossima stagione. Il talentuoso portiere cresciuto nel settore giovanile della Roma, è stato inserito nella trattativa che ha portato il difensore Loria a Roma. Il portiere ha voluto lasciare le sue impressioni nel suo sito ufficiale e noi ne riportiamo alcuni stralci, il primo dove ricorda un episodio: ”La Roma mi ha dato tanto, tantissimo… come le emozioni che in questi anni ho vissuto vestendo questa maglia. Ancora oggi ricordo quella sera al Franchi contro la Fiorentina … I passi di Miccoli verso il dischetto, il rigore calciato e successivamente parato.”

Poi parla della sua nuova esperienza: “Il mio viaggio prosegue in Toscana, in una società che ha dimostrato di credere in me e per questo mi sento in dovere di ringraziare tutti i dirigenti del club e il tecnico Giampaolo. Posso solo aggiungere che vado a Siena con grande entusiasmo per dimostrare il mio valore, per misurarmi in una piazza importante con una tradizione alle spalle. Ricomincio da qui, perchè Siena può essere la piazza giusta per ripartire, per trovare quella continuità che per un giovane è assolutamente fondamentale. A Roma lascio tanti amici. Sono tanti, molti e tutti hanno contribuito ad arricchirmi dal punto di vista professionale ma sopratutto umano”.

In definitiva, il trasferimento di Curci a Siena, parrebbe liberare Manninger, il quale difficilmente a questo punto vorrà rimanere a Siena, dopo essersi nuovamente affermato su buoni livelli. Per lui ci potrebbe essere la panchina nella Juventus, oppure le porte di Bologna o Chievo. Aspettiamo le novità.

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Curci ancora in attesa di conoscere il futuro. Chievo o Siena?

lunedì, giugno 23rd, 2008

Sabato ho scritto del portiere che la Juventus vuole acquistare e nel titolo ho messo Manninger, perché su giornali, televisioni e siti internet, il suo nome è quello più citato. Tutto ok, se non fosse che Beppe Bonetto, l’agente che cura gli interessi di Gianluca Curci, parlando del suo assistito abbia fatto bene intendere che il portiere austriaco non dovrebbe muoversi da Siena (cosa che avevo già scritto un pò di tempo fa). Ma riportiamo le parole dell’agente, intervistato da Romanews.eu sul futuro, ancora da decidere del giovane portiere giallorosso: “Valuteremo durante la prossima settimana. Stiamo vagliando numerose ipotesi. In cima alla lista c’è il Chievo Verona, oltre ad altre società. Ovviamente dovremo parlare anche con la Roma. Le trattative non si fanno da soli”. Poi parla proprio del Siena “È difficile che la trattativa si concretizzi perché probabilmente Manninger rinnoverà il contratto e rimarrà il loro primo portiere”. Chiude su come Curci stia vivendo questa fase della sua carriera “Fare un’altra stagione all’ombra di Doni sarebbe un vero spreco di risorse. L’intenzione è di mandare Gianluca a fare esperienza. E tutti sono d’accordo: la società, la dirigenza, l’allenatore ed il giocatore stesso”.

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Curci in partenza, ma solo in Serie A

lunedì, giugno 9th, 2008

Iniziano a muoversi le acque intorno al futuro prossimo di Gianluca Curci, la promessa della Roma, le cui ali sono state tarpate dall’esplosione di Doni e dall’inesperienza del giovane portiere. Ed è proprio la necessità di accumulare minuti su minuti che spinge società e giocatore a trovare una collocazione adeguata per la prossima stagione. Oggi è intervenuto Claudio Sclosa, ex giocatore della Lazio ed ora procuratore del 22enne portiere giallorosso: “Andrà a giocare con continuità. D’accordo con la Roma si vagliano le possibilità che che si stanno palesando. Gianluca ha grandi qualità e avrà modo di dimostrarle in pieno, per poi tornare a giocarsi le sue carte in giallorosso, dove ora ha davanti uno dei migliori portieri al mondo, Doni. Siena, Cagliari e Chievo sono società che hanno manifestato interesse nei suoi confronti, su chi sia in vantaggio non mi sbilancio, anche perchè bisogna capire se la Roma voglia cederlo in prestito o in comproprietà. Di sicuro a Trigoria non c’è intenzione di privarsi definitivamente di Curci, nel quale si è sempre creduto. Tempo fa c’è stato un pour parler anche con il Livorno, magari per un possibile scambio con Pasquale, acquistato poi dall’Udinese, ma la retrocessione dei toscani ha precluso ogni via”.

Quindi ci sono Cagliari, Siena e Chievo al momento. La squadra del capoluogo sardo sta cercando di riottenere Storari anche per la prossima stagione, il Siena vuole tutelarsi nel caso in cui Manninger vada via (si parlava di Bologna) e il Chievo sta cercando un portiere adatto per la serie A, pur confermando Squizzi. L’identikit ideale per Curci, secondo il mio modesto parere, dovrebbe corrispondere alla cittadina toscana, già “maturatrice” di altri giocatori della Roma.

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Iezzo alla Roma? Il suo agente: “Solo un pazzo rinuncerebbe”

domenica, giugno 1st, 2008

La Roma cerca un portiere da sostituire a Curci, deciso a cambiare aria pur di poter giocare da titolare e non fermare il suo processo di crescita. Chi meglio di Iezzo potrebbe ricoprire questo ruolo? Sappiamo benissimo la situazione che s’è venuta a creare a Napoli, quindi la possibile scelta dell’esperto portiere napoletano, potrebbe essere la migliore per la formazione giallorossa. A confermare questa ipotesi le parole del suo agente “Solamente un pazzo rinuncerebbe ad una Roma da Champions League. Nessuno in Italia potrebbe dire di no ad un’eventuale proposta giallorossa, sebbene Gennaro sia legato al Napoli fino al giugno del 2010, anche per motivi affettivi”.

Tutto porta a pensare che l’affare sia fattibile. Se poi venisse inserito anche Esposito, allora questa ipotesi diverrebbe ben più di una semplice voce di mercato fatta rimbalzare dalle radio romane e romaniste. 

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