Archive for the ‘Julio Cesar’ Category

Julio Cesar ospite di Special100one su Sky Sport 1

domenica, novembre 9th, 2008

Venderdì scorso, su Sky Sport 1 è andata in onda la trasmissione “Special100one” con protagonista il portiere dell’Inter Julio Cesar. Sul sito ufficiale dell’Inter è riportato l’intero contenuto dell’intervista. Di seguito gli spunti più interessanti:

Julio Cesar: ci parli del suo momento all’Inter…
“Per me è uno dei migliori della mia carriera, non solo nell’Inter, ma anche in nazionale. All’Inter stiamo benissimo, siamo lì in campionato ad un punto dal Milan e in Champions League siamo primi nel nostro girone e, se vinciamo la prossima partita, siamo già qualificati. Dobbiamo rimanere con la testa tranquilla, lavorare e guardare sempre avanti”.

Cosa vi siete detti lei e Nicolas Burdisso dopo l’episodio del primo gol dell’Anorthosis?
“Ognuno si prende la propria responsabilità, abbiamo sbagliato tutti e due… Il calcio e’ così, i gol nascono sempre dall’errore di qualcuno. L’importante e’ rimanere tranquilli durante la partita, riprendersi velocemente e cercare di fare una bella gara. Poi, a freddo, si parla in allenamento di cio’ che e’ accaduto”.
Sente di essere arrivato al massimo della forma o può ancora migliorare?
“Ogni volta che scendo in campo, cerco di dare il 100 per 100. È anche vero che provo sempre a migliorare in ogni partita e in ogni allenamento. Voglio continuare cosi’ e migliorarmi sempre di piu’”.

Luca Marchegiani ha dichiarato che la sua più grande qualità è l’umiltà…
“Nella mia carriera ho visto tanti giocatori che hanno vissuto momenti belli, ma anche momenti brutti. Penso che si debba restare sempre con i piedi per terra, anche quando si vivono momenti positivi. Ringrazio Luca perche’, se sono arrivato all’Inter pronto per giocare, e’ perche’ i mesi passati al Chievo con lui mi sono serviti per prepararmi bene”.

È vero che sua moglie ha condotto la trattativa con l’Inter?
“Lei parla italiano e mi ha dato una mano. È vero che dovevo andare in Portogallo, ma quando mi ha chiamato l’Inter ho detto a mio padre di fermare tutto perche’ volevo venire all’Inter. Sono contento che sia andata cosi’”.

Quanto la inorgoglisce aver rinvigorito la tradizione dei bravi portieri all’Inter?
“Sono contento. All’inizio e’ stato difficile e non mi sono subito adattato, ma Mancini mi ha aiutato molto. Se sono arrivato a questi livelli, devo ringraziare molto anche lui. Ho avuto la fortuna di conoscere Walter Zenga al centenario dell’Inter, mi ha chiesto scusa perche’ aveva detto che l’Inter aveva bisogno di un portiere nonostante ci fossi io. Sono stato contento per una cosa del genere detta da un grande campione come lui…”.

Che differenza c’è stata nel passare da Giulio Nuciari a Silvino?
“Hanno due caratteri diversi: Nuciari e’ piu’ serio e molto professionale, con Silvinho parliamo la stessa lingua. A volte ci insegnamo le parole in Italiano a vicenda, anche se lui fa fatica… A parte gli scherzi, comunque, anche lui in allenamento richiede la massima concentrazione ed è molto serio”.

Si può dire che in questi anni è molto migliorato nelle parate basse e nei calci piazzati?
“Sulle punizioni ho commesso degli errori, ma ogni volta che prendo gol su punizione salta fuori questa cosa… Mi ricordo con il Palermo, io ho messo la bariera al contrario e ho preso goal da Corini: ma non era stata una cosa voluta da me, Mancini aveva voluto provare questa cosa qualche giorno prima in allenamento. Dopo quella volta non abbiamo piu’ messo la barriera al contrario, ma dopo quell’episodio sono iniziate le voci maligne che mi vogliono scarso sui tiri piazzati. Per quel che concerne le parate basse, sono molto difficili e sono contento di riuscire a parare anche questi tiri”.

Una delle sue più belle parate è stata quella contro il Fenerbahce su un tiro di Alex…
“Sì, ma a me e’ piaciuta molto quella che ho fatto su Fernando Torres a Liverpool. Per me e’ stata la mia miglior parata”.

Lei è sempre dell’idea che suo figlio può fare il calciatore, ma non il portiere?
“Se facesse il portiere, non mi piacerebbe proprio… Lui deve scegliere quello che vuole, è piccolo e ha solo 6 anni. Certe volte viene da me e mi chiede di giocare a basket, altre volte a pallavolo o tennis. Non si accontenta mai. Un’altra volta è venuto da me e mi ha detto che non voleva giocare più a calcio, non andare più alla scuola calcio dell’Inter e io gli ho risposto di fare quello che voleva. Anche se è piccolo, rispetto le sue decisioni. Penso che la cosa più importante sia studiare, crescere ed essere un bambino maraviglioso. Questo basta”.

Il testo completo dell’intervista con altri commenti su Adriano, il suo arrivo in Italia, il rapporto con la moglie e tanto altro è leggibile qui.

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Julio Cesar in versione Brasile batte il vecchio record d’imbattibilità di Taffarel

venerdì, ottobre 17th, 2008

Il Brasile non se la sta passando benissimo. Dunga è sempre criticatissimo dalla stampa brasiliana e la sua squadra non decolla. L’unico che può festeggiare dopo l’incolore pareggio per 0-0 contro la Colombia è Julio Cesar, capace di battere il record di imbattibilità nella nazionale verdeoro, sino a ieri detenuto da Claudio Taffarel. Il record è stato stabilito a partire dal match disputato contro l’Argentina e poi a seguire Cile, Bolivia, Venezuela e Colombia, per un totale (al momento) di 492 minuti senza subire alcuna rete. A riguardo le parole dello stesso portiere: Sono orgoglioso di aver superato Taffarel, era uno degli idoli della mia infanzia.  L’importante, però, è vincere subendo o non subendo reti. Non mi preoccupo di stabilire record”

Domenica ci sarà il posticipo contro la Roma. Tanti compagni di nazionale giocano con i giallorossi: “Ho già giocato tante volte questo match. Lo considero il confronto più spettacolare della serie A. Ultimamente a Roma abbiamo vinto spesso, spero che accada di nuovo anche se rimane una gara da tripla. Ho parlato con loro (Doni, Juan e Baptista) e abbiamo scherzato su questa gara, del resto loro sono già sei punti sotto di noi…” Poi una parola su Totti, probabilmente disponibile contro l’Inter: “Francesco è uno che mi ha sempre fatto goal. Se dovesse giocare, sarebbe sicuramente un’arma in più per loro, ma io mi accontenterei di subire goal da lui e vincere la partita. Del resto è già successo…”

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Julio Cesar tra superstizioni, consigli, Inter e punizioni

domenica, settembre 28th, 2008

Manca poco al derby (per chi legge l’articolo prima della partita di questa sera) e vi allieto l’attesa con alcuni estratti della bella e interessante intervista a Julio Cesar, pubblicata su ilgiornale di ieri. Tanti gli argomenti trattati ed alcuni anche particolarmente interessanti:

La scelta di fare il portiere: “Ho deciso io, fin da piccolo, giocavo a cinque, poi il mio allenatore ha avuto dei contatti con il Flamengo e mi ha portato lì, loro cercavano un ’79 che giocasse in porta e sono rimasto”.

L’arrivo in Italia: “Ero in scadenza di contratto e mi voleva il Porto. Io però volevo imparare un’altra lingua e Adriano continuava a dirmi di venire all’Inter, il club migliore del mondo con il presidente migliore del mondo. Gli ho creduto e quando ho saputo che Mancini e Branca mi cercavano non ho avuto dubbi. Mi hanno detto: stai tranquillo, ti mettiamo in una squadra di serie A così impari a conoscere il campionato. Al Chievo non ho mai giocato, nemmeno in panchina andavo. C’erano Marchegiani e Marcon, io giocavo con la Primavera. Un giorno sono andato da un dirigente a chiedere spiegazioni e mi fa: stiamo facendo un favore all’Inter”.

Il fastidio per i suggerimenti: “Tantissimi. Prima di un calcio di rigore tutti sanno quello dove tira. Le punizioni poi sono un tormento. Finisce che ti senti obbligato a
buttarti da quella parte. A Palermo (10 settembre 2005, ndr), tira Corini, Mancini mi fa: metti la barriera al contrario. Ho preso il gol e abbiamo perso. Con Nedved stessa storia, Mancini urla: calcia sempre sopra la barriera sul primo palo. Mi tira sul secondo. Ancora punizione, ancora Nedved, adesso tirerà dove dice Mancini, penso io. Ancora sul secondo palo. Basta, non voglio più sentire gente che mi dice dove tuffarmi. Poi se per caso hanno ragione vanno in giro a raccontarlo a tutti”

I requisiti per essere un buon portiere: “I riflessi, e quelli li ho buoni grazie ai tempi in cui ero nel calcio a cinque”

L’intera intervista è leggibile in formato pdf a questo indirizzo: http://www.ilgiornale.it/lp_n.pic1?PAGE=87514&PDF_NUM=1264

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Julio Cesar parla di tutto e scommette su Dida

venerdì, agosto 22nd, 2008

Interessante intervista quella realizzata dalla Gazzetta dello Sport a firma di Mirko Graziano. Julio Cesar parla un pò di tutto. Dal cambio di staff tecnico, a Dida, alle Olimpiadi sino ad alcuni suoi colleghi.

Su Dida: “Un periodo nero capita, ma resta un grandissimo portiere. Al Milan si ricrederanno molto presto, quest’anno Dida torna titolare, ne sono sicuro. Faccio il tifo per lui”. La delusione per le Olimpiadi: “Avrei voluto esserci a Pechino. Dunga mi aveva chiamato, ma Mourinho non mi ha lasciato andare, perché ha chiesto di avere la rosa al completo fin dal primo giorno di ritiro. Ho obbedito, ma in effetti è stata dura. Le Olimpiadi sono l’unico titolo che ancora manca in Brasile, c’era grande attesa. Purtroppo è finita ancora male. D’altronde Brasile-Argentina è una di quelle gare senza pronostico, può finire in ogni modo”. Il passaggio da Nuciari a Silvino (preparatori dei portieri): “Il metodo di lavoro è diverso. Con Silvino è più vario a livello di esercizi, quasi mai si fa la stessa cosa. Con Giulio prima di iniziare l’allenamento sapevamo esattamente cosa avremmo fatto. Il primo mi ricorda molto i tempi brasiliani, ma confronti non ne faccio, anche perché vengo da due grandi stagioni sotto la guida di Nuciari”. E anche un giudizio su di sé: “Difetti ne ho, ma non li rivelo, altrimenti gli attaccanti ne approfittano. Per quanto riguarda il discorso dei pregi, porto nel cuore la gara di Napoli. Feci una sciocchezza clamorosa dopo pochi secondi, ma da quel momento in poi parai tutto, compreso un rigore. Perdemmo, ma personalmente fu comunque una serata da ricordare, perché la qualità più grande di un portiere è quella di saper reagire con glaciale freddezza anche alla più ridicola delle papere”.

Il resto dell’intervista è leggibile nel collegamento ad inizio articolo. Domenica ci sarà il primo incontro ufficiale della stagione è sarà subito derby brasiliano tra Julio Cesar e Doni. Ma come ha detto il portiere interista, Dida è pronto a farci ricredere.

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Video: Julio Cesar 2007/2008

martedì, giugno 3rd, 2008

Un bel video che ripercorre la grande stagione disputata da Julio Cesar. Il video è stato realizzato da JulioCesarFans.com

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Julio Cesar dispiaciuto dell’esonero di Mancini

lunedì, giugno 2nd, 2008

Occupandoci in modo quasi esclusivo di portieri e tutto quello che gravita intorno a questo fantastico ruolo, non abbiamo riportato nulla della vicenda tra Mancini e l’Inter. Le dichiarazioni rilasciate ieri da Julio Cesar, però ci impongono quantomeno di riportarle a seguire: “Non capisco, visto che Mancini ha vinto il campionato italiano. Sono dispiaciuto, dato che è stato lui a chiedere il mio acquisto e ha sempre avuto grande fiducia in me”.

Julio Cesar dovrà essere eternamente grato a Mancini, perché dopo averlo voluto all’Inter e fatto ambientare al Chievo, ha puntato dritto su di lui, preferendolo da subito a Toldo. Ancora ricordo i malumori di tanti tifosi e i dubbi dei media. Il portiere brasialino è riuscito man mano ad imporsi al pubblico, nonostante alcuni piccoli passaggi a vuoto, che però hanno avuto ampio spazio e avrebbero potuto minare il processo di crescita del giocatore. Julio Cesar, ha invece dimostrato grandissima personalità e forza di volontà, diventando a tutti gli effetti, uno dei più forti portieri al mondo e forse il primo dai tiri dagli 11 metri.

Con l’arrivo di Mourinho sarà sicuramente ancora titolare, ma dovrà conquistare comunque la fiducia del nuovo tecnico. Io non ho dubbi che ciò avverrà. L’Inter è in buone mani (Reusch nel caso di Julio Cesar).

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Julio Cesar pronto per il derby

mercoledì, aprile 30th, 2008

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Julio Cesar ha rilasciato alcune dichiarazioni in vista del derby di domenica, sullo scudetto e sui talenti Pato e Balotelli.

Julio Cesar, da quando è all’Inter siamo al tre su tre: lei sa solo vincere scudetti? “Due e mezzo, dai. Di sicuro non lo immaginavo e al massimo lo sognavo: sognare non costa nulla”.

Dire tre contro il Milan sarebbe più bello? “Milan, Siena o Parma cambia poco: lo voglio vincere. Ma i nostri tifosi posso capirli: sarebbe bellissimo. Anche per noi, in fondo: prima arriva e meglio è”.

Vista da dietro è un’Inter diversa rispetto a tre anni fa? Forse meno bella, ma molto più solida? “Io so che mi diverto più adesso, perché un portiere si diverte quando prende pochi gol, e so che i nostri difensori sono fortissimi. Chi gioca, gioca: io mi sento sempre sicuro”.

Anche se ha contro i suoi compagni di nazionale Pato e Kakà? ”Contro Pato non ho mai giocato, ma uno vale l’altro: tutti e due in un secondo possono decidere una partita anche da soli”.

Più forte Pato o Balotelli? “Pato è grande e diventerà grandissimo. Detto da portiere, ha un grande pregio per un attaccante: tira bene e con la stessa coordinazione sia con il destro che con il sinistro. Non dico che è più forte di Mario, ma che più di lui ha già vissuto esperienze importanti. Mettiamola così: è un po’ più esperto, però Balotelli crescerà ancora, tanto. Ora deve lavorare sulla qualità, ma parte con due grossi vantaggi: ha classe, tanta classe e poi la forza della serenità”.

Anche Kalac ha detto la sua, ricordando di non aver mai perso un derby, ogni qualvolta è stato schierato in campo. A memoria non ricordo un derby dove Kalac vi ha preso parte, ma sarò io che ho una cattiva memoria.

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Julio Cesar parla di sé, dell’Inter e del Brasile, con le Olimpiadi in testa

venerdì, aprile 18th, 2008

Ieri sera Julio Cesar, portiere dell’Inter e della nazionale, è stato ospite su Sky della trasmissione “Attenti a quei due”, condotta da Gianluca Vialli e Paolo Rossi. Tantissime le domande rivolte al giocatore interista, dal suo arrivo in Italia, passando per Ronaldinho e la nazionale brasiliana.

Julio Cesar arriva in Italia nel gennaio del 2005 “A Chievo sapevo che non avrei giocato. L’Inter mi aveva chiesto: vuoi rimanere al Flamengo fino a giugno o vuoi venire in Italia, imparare il calcio italiano e la lingua? E ho scelto così”. Dopo il parcheggio a Verona, viene richiamato all’Inter nella stagione successiva e preferito a Toldo. Pian piano s’impone e diventa titolare inamovibile. Le voci su un interessamento di Moratti per Buffon un pò lo infastidiscono “Un pò di fastidio è normale, ma ho pensato subito che se loro mi hanno preso è perché ho delle qualità. Il primo anno ho fatto così così, il secondo anno, abbiamo vinto lo scudetto. Poi mi hanno prolungato il contratto ed è stato ancora meglio. In questi anni sto facendo bene”, ma sul portiere juventino dice “Buffon è tecnicamente fortissimo, ha carattere, quando scende in campo i difensori sanno chi hanno dietro. Ha vinto un mondiale alla grande, penso che non abbia vinto il Pallone d’Oro perché non ha parato un rigore in finale e tanti hanno scelto lui come migliore portiere al mondo. Penso di essere ancora un pò indietro, non mi sento inferiore, ma devo conquistare tante cose per arrivare al suo livello”.

(continua…)

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Reusch: in vendita i guanti da portiere.

giovedì, aprile 17th, 2008

Guanti da portiere Reusch Goaliator Pro Ortho Tec - Julio Cesar

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Senza nulla togliere agli altri marchi, abbiamo finalmente da oggi in vendita i guanti top della Reusch, migliore azienda al mondo per la produzione di guanti da portiere.

Prodotti realizzati con la massima attenzione e materiali di prima qualità, permettono, grazie anche all’intensiva ricerca e sviluppo il miglioramento effettivo delle prestazioni del portiere di calcio e calcetto, per un comfort e una sicurezza che difficilmente avete provato con i guanti della concorrenza.

Il modello in foto è il Goaliator Pro Ortho Tec (cliccando sul link scoprirete tutte le caratteristiche di questo gioiello), versione commerciale dei guanti utilizzati dal portiere dell’Inter Julio Cesar, endorser più importante di Reusch nel mondo in questo momento.

Altro vanto di Reusch è il sistema DUO, disponibile sui Duo Pro Bowl (usati da molti portieri professionisti che giocano in serie A) e i Duo Aqua Keeper, quasi impossibile da trovare in articoli simili prodotti dalle altre aziende. Uno strato di lattice in più, posto direttamente a contatto con la mano, che oltre ad assicurare una maggiore ammortizzazione sui tiri più violenti, garantisce una sensibilità mai provata con nessun altro guanto a contatto con il pallone. A parole non si può rendere, ma provarlo per non farne più a meno.

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Julio Cesar crede allo Scudetto

giovedì, marzo 27th, 2008

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Julio Cesar ha risposto a domande sull’ultima partita con la Juventus, la situazione in campionato e il suo buon stato di forma. Sul momento vissuto dall’Inter, il portiere nerazzurro ha voluto ribadire che “Non stiamo pagando in alcun modo l’eliminazione dalla Champions League, ma un’incredibile sequela di infortuni e un po’ di sfortuna, con la Juventus ad esempio siamo stati sconfitti anche e soprattutto da un fuorigioco non segnalato, quattro punti di vantaggio non sono pochi, comunque, anche se al primo errore ci ritroveremmo la Roma addosso”.

Julio Cesar rimane fermamente convinto che la decisione di continuare con Roberto Mancini alla guida della squadra, sia la scelta migliore per arrivare in testa alla fine del campionato, magari barattando i suoi buoni voti in pagella con valide prestazioni dei suoi compagni in attacco. La prossima giornata è a Roma contro la Lazio, partita che riporta alla mente sempre brutti ricordi. Il momento è particolare, ma il finale della stagione è ancora nelle mani dell’Inter e in quelle (buone) di Julio Cesar.

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