Archive for the ‘Inter’ Category

Viviano è onorato di poter sostituire il ‘mostro sacro’ Toldo

mercoledì, febbraio 11th, 2009

Meno pubblicizzato rispetto ad altre operazioni di mercato, l’acquisto in comproprietà di Emanuele Viviano da parte dell’Inter, è sicuramente una parte importante del processo di ringiovanimento (e magari italinizzazione) della rosa nerazzurra. Il portiere del Brescia, diverrà a tutti gli effetti un tesserato della società milanese, solo al termine della stagione in corso, ma non è da escludere un immediato trasferimento, forse ancora al Brescia, stante la permanenza di Francesco Toldo all’Inter, prima del possibile ritiro.

E’ lo stesso Viviano che su tuttomercatoweb, ha rilasciato alcune impressioni sul suo prossimo futuro professionale: “Sono in comproprietà, a giugno si deciderà il da farsi. Ho firmato un accordo per rimanere a Brescia fino a giugno, poi decideranno anche per l’anno prossimo. Ora mi ha preso la squadra più forte d’Italia, poi starà a me dimostrare se potrò far parte di quella società oppure no. Il fatto è che, tutti gli anni, si parlava di un mio trasferimento, puntualmente disilluso: non so come sia andata stavolta, perché so solo che mi hanno comprato. Comunque, sarebbe un onore per me sostituire un mostro sacro come Francesco Toldo

Al 23enne portiere toscano, ora non resta che aiutare il Brescia a salire di categoria. Una possibile promozione, faciliterebbe notevolmente la permanenza del giocatore tra le ‘rondinelle’, consentendogli di maturare ulteriore esperienza, ma su palcoscenici molto più adatti al suo proseguo di carriera.

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Scarpi, esempio di professionalità e protagonista per un giorno

mercoledì, gennaio 14th, 2009

Ieri sera, per quelli che hanno voluto vedere la partita di Coppa Italia tra Inter e Genoa, è andato in scena un concentrato di quello che può accadere a chi gioca in porta. Il protagonista assoluto della serata, infatti, è stato Alessio Scarpi, secondo portiere della squadra genovese e chioccia di Rubinho. Alcuni fra voi ricorderanno la dignitosissima carriera del giocatore marchigiano, per anni in porta al Cagliari, poi all’Ancona e da qualche stagione nel capoluogo ligure. Ebbene, ieri sera, in quei 120 minuti, Scarpi ha dovuto accollarsi il peso di tenere a galla la sua squadra, comunque ordinatissima nel resistere in dieci uomini per quasi tutta la durata dell’incontro.

Perché ho parlato di concentrato di quello che può accadere a chi gioca in porta? Scarpi ieri ha respinto il rigore di Adriano, ha fermato le conclusioni del brasiliano in più di un’occasione, tra colpi di testa, di tacco e sforbiciate, si è ripetuto in uscita su Crespo e Chivu, ha respinto le conclusioni di Zanetti, Maicon e chissà quanti altri ancora, per poi lasciarsi cadere impotente sullo stacco di Adriano. Dall’altra parte, Toldo, inoperoso per tutta la partita, si vede superare da un missile terra aria di Rossi, che porta i Grifoni ai supplementari. Scarpi continua la sua personalissima impresa, sino a quando un tiro velenoso di Ibrahimovic non gli rimbalza davanti e lo costringe all’errore tecnico, dando così il via libera alla vittoria nerazzurra. Dopo arriverà anche l’incredibile esterno dello svedese, abile a portarsi fuori porta lo stesso portiere, che gli aveva chiuso lo specchio, solo qualche attimo prima. Insomma, Scarpi ha parato tutto quello che c’era da parare, ma alla fine è stato il suo mancato intervento a chiudere l’incontro. Fossimo dei semplici cronisti, ora diremmo che l’errore ha macchiato la prestazione, e altre frasi di questo tipo, ma da portiere (che spessissimo sbaglia, anzi farei notizia se non facessi errori), Scarpi non ha davvero nulla di cui doversi rimproverare. Se il Genoa è arrivato sino ai supplementari, gran parte dei meriti sono i suoi. E’ vero, a volte capita la partita perfetta, ma i presupposti affinché potesse venire proprio ieri, erano davvero fragili, tra inferiorità numerica, freddo e forza degli avversari. Agli occhi di tutti resteranno il rigore parato, il triplo intervento su Adriano e gli applausi dei suoi tifosi.

Non mi dimentico del povero Toldo. Prendere quel gol, quando la partita sembrava essersi finalmente sbloccata, deve essere stata una bella botta. La faccia che aveva subito dopo il pareggio, valeva più di mille parole. Per entrambi ora il ritorno in panchina, ma sempre a testa alta.

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Julio Cesar ospite di Special100one su Sky Sport 1

domenica, novembre 9th, 2008

Venderdì scorso, su Sky Sport 1 è andata in onda la trasmissione “Special100one” con protagonista il portiere dell’Inter Julio Cesar. Sul sito ufficiale dell’Inter è riportato l’intero contenuto dell’intervista. Di seguito gli spunti più interessanti:

Julio Cesar: ci parli del suo momento all’Inter…
“Per me è uno dei migliori della mia carriera, non solo nell’Inter, ma anche in nazionale. All’Inter stiamo benissimo, siamo lì in campionato ad un punto dal Milan e in Champions League siamo primi nel nostro girone e, se vinciamo la prossima partita, siamo già qualificati. Dobbiamo rimanere con la testa tranquilla, lavorare e guardare sempre avanti”.

Cosa vi siete detti lei e Nicolas Burdisso dopo l’episodio del primo gol dell’Anorthosis?
“Ognuno si prende la propria responsabilità, abbiamo sbagliato tutti e due… Il calcio e’ così, i gol nascono sempre dall’errore di qualcuno. L’importante e’ rimanere tranquilli durante la partita, riprendersi velocemente e cercare di fare una bella gara. Poi, a freddo, si parla in allenamento di cio’ che e’ accaduto”.
Sente di essere arrivato al massimo della forma o può ancora migliorare?
“Ogni volta che scendo in campo, cerco di dare il 100 per 100. È anche vero che provo sempre a migliorare in ogni partita e in ogni allenamento. Voglio continuare cosi’ e migliorarmi sempre di piu’”.

Luca Marchegiani ha dichiarato che la sua più grande qualità è l’umiltà…
“Nella mia carriera ho visto tanti giocatori che hanno vissuto momenti belli, ma anche momenti brutti. Penso che si debba restare sempre con i piedi per terra, anche quando si vivono momenti positivi. Ringrazio Luca perche’, se sono arrivato all’Inter pronto per giocare, e’ perche’ i mesi passati al Chievo con lui mi sono serviti per prepararmi bene”.

È vero che sua moglie ha condotto la trattativa con l’Inter?
“Lei parla italiano e mi ha dato una mano. È vero che dovevo andare in Portogallo, ma quando mi ha chiamato l’Inter ho detto a mio padre di fermare tutto perche’ volevo venire all’Inter. Sono contento che sia andata cosi’”.

Quanto la inorgoglisce aver rinvigorito la tradizione dei bravi portieri all’Inter?
“Sono contento. All’inizio e’ stato difficile e non mi sono subito adattato, ma Mancini mi ha aiutato molto. Se sono arrivato a questi livelli, devo ringraziare molto anche lui. Ho avuto la fortuna di conoscere Walter Zenga al centenario dell’Inter, mi ha chiesto scusa perche’ aveva detto che l’Inter aveva bisogno di un portiere nonostante ci fossi io. Sono stato contento per una cosa del genere detta da un grande campione come lui…”.

Che differenza c’è stata nel passare da Giulio Nuciari a Silvino?
“Hanno due caratteri diversi: Nuciari e’ piu’ serio e molto professionale, con Silvinho parliamo la stessa lingua. A volte ci insegnamo le parole in Italiano a vicenda, anche se lui fa fatica… A parte gli scherzi, comunque, anche lui in allenamento richiede la massima concentrazione ed è molto serio”.

Si può dire che in questi anni è molto migliorato nelle parate basse e nei calci piazzati?
“Sulle punizioni ho commesso degli errori, ma ogni volta che prendo gol su punizione salta fuori questa cosa… Mi ricordo con il Palermo, io ho messo la bariera al contrario e ho preso goal da Corini: ma non era stata una cosa voluta da me, Mancini aveva voluto provare questa cosa qualche giorno prima in allenamento. Dopo quella volta non abbiamo piu’ messo la barriera al contrario, ma dopo quell’episodio sono iniziate le voci maligne che mi vogliono scarso sui tiri piazzati. Per quel che concerne le parate basse, sono molto difficili e sono contento di riuscire a parare anche questi tiri”.

Una delle sue più belle parate è stata quella contro il Fenerbahce su un tiro di Alex…
“Sì, ma a me e’ piaciuta molto quella che ho fatto su Fernando Torres a Liverpool. Per me e’ stata la mia miglior parata”.

Lei è sempre dell’idea che suo figlio può fare il calciatore, ma non il portiere?
“Se facesse il portiere, non mi piacerebbe proprio… Lui deve scegliere quello che vuole, è piccolo e ha solo 6 anni. Certe volte viene da me e mi chiede di giocare a basket, altre volte a pallavolo o tennis. Non si accontenta mai. Un’altra volta è venuto da me e mi ha detto che non voleva giocare più a calcio, non andare più alla scuola calcio dell’Inter e io gli ho risposto di fare quello che voleva. Anche se è piccolo, rispetto le sue decisioni. Penso che la cosa più importante sia studiare, crescere ed essere un bambino maraviglioso. Questo basta”.

Il testo completo dell’intervista con altri commenti su Adriano, il suo arrivo in Italia, il rapporto con la moglie e tanto altro è leggibile qui.

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Toldo titolare in Champions contro l’Anorthosis

mercoledì, ottobre 22nd, 2008

C’è un portiere che ha deciso di mettere davanti alla voglia di giocare, l’appartenenza a un gruppo e la consapevolezza di farne parte pur se gli è stato preferito un compagno. Stiamo parlando di Francesco Toldo “altro portiere” dell’Inter e impeccabile professionista. Mai una polemica contro chi gli ha preferito Julio Cesar, ma solo tanta voglia di allenarsi e non sentirsi mai un secondo.

Mourinho ha avuto di conoscerlo ed apprezzarlo e ne è testimonianza la decisione di schierarlo titolare contro l’Anorthosis in Champions League. Il tecnico dell’Inter ha colto l’occasione per esprimere un parere nei suoi confronti: “Mi fa piacere che nessuno mi abbia chiesto perchè gioca Toldo al posto di Julio Cesar. Significa chiaramente che lo sapete anche voi. Toldo è un ottimo giocatore, con molta responsabilità ed esperienza ed è molto concentrato per la partita. Lui può giocare benissimo perchè ha tutto, ed è bravo. Sono molto contento per questo.”

In conferenza stampa ha partecipato anche lo stesso Toldo che ha potuto dire la sua sulla partita da giocare e la sua situazione. Riportiamo il testo pubblicato sul sito ufficiale dell’Inter:

Entra al posto di Julio Cesar che da due anni non ha sbagliato praticamente una partita, senti qualche pressione?
“Non è importante, sono abituato alla pressione e da sedici anni che gioco in serie A. Non è un problema la pressione, anzi sono convinto che farò bene e sono convinto che la squadra farà bene perchè mi sento importante”.

Lei è stato titolare in altre squadre. Qual è la differenza tra il farsi trovare pronto nel momento nel quale viene chiamato in causa e nell’essere titolare in tutte le partite?
“Più che differenze, sono due modi diversi. Ma non bisogna mai staccare la spina, se la concentrazione resta alta e, soprattutto, un portiere deve restare sempre concentrato.  Sono sempre stato considerato e mi sono sempre sentito importante, anche se a volte sono stato lontano dalla porta. Mi sono sempre sentito all’altezza e mi fa piacere questa possibilità, spero di ricambiare con un’ottima prestazione e non a parole”.

Ha passato momenti difficili perchè non era utilizzato, magari ha anche pensato di andar via dall’Inter. Oggi è contento di essere rimasto?
“Sì, perchè quando ho scelto di restare all’Inter è stata una scelta sicura al cento per cento. E poi bisogna sempre pensare che questo è sport, non si tratta di salute e di conseguenza, giocare o non giocare, è importante per un calciatore anche nella vita ci sono altre cose più importanti. Non mi sono mai sentito primo o secondo portiere, mi sono sempre sentito parte di un gruppo che adoro. Perchè è un segreto dei calciatori non utilizzati quello di comportarsi in maniera professionale. E questa squadra è anche frutto dei comportamenti corretti di tanti miei comagni”.

A proposito di questo, tutti i giocatori parlano bene del rapporto con José Mourinho. Qual è il segreto del portoghese?
“Se è segreto, resterà tale. Non sono qui per rivelare i segreti dell’allenatore. Di qualità, e non sono solo io a dirlo, ne ha tante, non mi piace mettere in piazza i segreti degli altri anche per rispetto delle persone delle quali si parla. Non mi piace questa cattiva abitudine di raccontare i propri pensieri ai giornali. Ma non voglio dirvi altro, mi piace tenere per me, e magari per pochi altri, queste cose”.

Che effetto le ha fatto, nei commenti del dopo Roma, sentire Mourinho parlare di Olivier Dacourt che gli ha permesso di fare un certo tipo di lavoro durante la settimana. Lei cos’ha pensato?
“Me li hanno detti dieci minuti fa e queste dichiarazioni, fanno parte dei segreti di Mourinho. Vengono stimolate tutte e 29 le persone, non solo quelle che scenderanno in campo. Questa è una grande capacità dell’allenatore”

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Julio Cesar in versione Brasile batte il vecchio record d’imbattibilità di Taffarel

venerdì, ottobre 17th, 2008

Il Brasile non se la sta passando benissimo. Dunga è sempre criticatissimo dalla stampa brasiliana e la sua squadra non decolla. L’unico che può festeggiare dopo l’incolore pareggio per 0-0 contro la Colombia è Julio Cesar, capace di battere il record di imbattibilità nella nazionale verdeoro, sino a ieri detenuto da Claudio Taffarel. Il record è stato stabilito a partire dal match disputato contro l’Argentina e poi a seguire Cile, Bolivia, Venezuela e Colombia, per un totale (al momento) di 492 minuti senza subire alcuna rete. A riguardo le parole dello stesso portiere: Sono orgoglioso di aver superato Taffarel, era uno degli idoli della mia infanzia.  L’importante, però, è vincere subendo o non subendo reti. Non mi preoccupo di stabilire record”

Domenica ci sarà il posticipo contro la Roma. Tanti compagni di nazionale giocano con i giallorossi: “Ho già giocato tante volte questo match. Lo considero il confronto più spettacolare della serie A. Ultimamente a Roma abbiamo vinto spesso, spero che accada di nuovo anche se rimane una gara da tripla. Ho parlato con loro (Doni, Juan e Baptista) e abbiamo scherzato su questa gara, del resto loro sono già sei punti sotto di noi…” Poi una parola su Totti, probabilmente disponibile contro l’Inter: “Francesco è uno che mi ha sempre fatto goal. Se dovesse giocare, sarebbe sicuramente un’arma in più per loro, ma io mi accontenterei di subire goal da lui e vincere la partita. Del resto è già successo…”

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Julio Cesar tra superstizioni, consigli, Inter e punizioni

domenica, settembre 28th, 2008

Manca poco al derby (per chi legge l’articolo prima della partita di questa sera) e vi allieto l’attesa con alcuni estratti della bella e interessante intervista a Julio Cesar, pubblicata su ilgiornale di ieri. Tanti gli argomenti trattati ed alcuni anche particolarmente interessanti:

La scelta di fare il portiere: “Ho deciso io, fin da piccolo, giocavo a cinque, poi il mio allenatore ha avuto dei contatti con il Flamengo e mi ha portato lì, loro cercavano un ’79 che giocasse in porta e sono rimasto”.

L’arrivo in Italia: “Ero in scadenza di contratto e mi voleva il Porto. Io però volevo imparare un’altra lingua e Adriano continuava a dirmi di venire all’Inter, il club migliore del mondo con il presidente migliore del mondo. Gli ho creduto e quando ho saputo che Mancini e Branca mi cercavano non ho avuto dubbi. Mi hanno detto: stai tranquillo, ti mettiamo in una squadra di serie A così impari a conoscere il campionato. Al Chievo non ho mai giocato, nemmeno in panchina andavo. C’erano Marchegiani e Marcon, io giocavo con la Primavera. Un giorno sono andato da un dirigente a chiedere spiegazioni e mi fa: stiamo facendo un favore all’Inter”.

Il fastidio per i suggerimenti: “Tantissimi. Prima di un calcio di rigore tutti sanno quello dove tira. Le punizioni poi sono un tormento. Finisce che ti senti obbligato a
buttarti da quella parte. A Palermo (10 settembre 2005, ndr), tira Corini, Mancini mi fa: metti la barriera al contrario. Ho preso il gol e abbiamo perso. Con Nedved stessa storia, Mancini urla: calcia sempre sopra la barriera sul primo palo. Mi tira sul secondo. Ancora punizione, ancora Nedved, adesso tirerà dove dice Mancini, penso io. Ancora sul secondo palo. Basta, non voglio più sentire gente che mi dice dove tuffarmi. Poi se per caso hanno ragione vanno in giro a raccontarlo a tutti”

I requisiti per essere un buon portiere: “I riflessi, e quelli li ho buoni grazie ai tempi in cui ero nel calcio a cinque”

L’intera intervista è leggibile in formato pdf a questo indirizzo: http://www.ilgiornale.it/lp_n.pic1?PAGE=87514&PDF_NUM=1264

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Julio Cesar parla di tutto e scommette su Dida

venerdì, agosto 22nd, 2008

Interessante intervista quella realizzata dalla Gazzetta dello Sport a firma di Mirko Graziano. Julio Cesar parla un pò di tutto. Dal cambio di staff tecnico, a Dida, alle Olimpiadi sino ad alcuni suoi colleghi.

Su Dida: “Un periodo nero capita, ma resta un grandissimo portiere. Al Milan si ricrederanno molto presto, quest’anno Dida torna titolare, ne sono sicuro. Faccio il tifo per lui”. La delusione per le Olimpiadi: “Avrei voluto esserci a Pechino. Dunga mi aveva chiamato, ma Mourinho non mi ha lasciato andare, perché ha chiesto di avere la rosa al completo fin dal primo giorno di ritiro. Ho obbedito, ma in effetti è stata dura. Le Olimpiadi sono l’unico titolo che ancora manca in Brasile, c’era grande attesa. Purtroppo è finita ancora male. D’altronde Brasile-Argentina è una di quelle gare senza pronostico, può finire in ogni modo”. Il passaggio da Nuciari a Silvino (preparatori dei portieri): “Il metodo di lavoro è diverso. Con Silvino è più vario a livello di esercizi, quasi mai si fa la stessa cosa. Con Giulio prima di iniziare l’allenamento sapevamo esattamente cosa avremmo fatto. Il primo mi ricorda molto i tempi brasiliani, ma confronti non ne faccio, anche perché vengo da due grandi stagioni sotto la guida di Nuciari”. E anche un giudizio su di sé: “Difetti ne ho, ma non li rivelo, altrimenti gli attaccanti ne approfittano. Per quanto riguarda il discorso dei pregi, porto nel cuore la gara di Napoli. Feci una sciocchezza clamorosa dopo pochi secondi, ma da quel momento in poi parai tutto, compreso un rigore. Perdemmo, ma personalmente fu comunque una serata da ricordare, perché la qualità più grande di un portiere è quella di saper reagire con glaciale freddezza anche alla più ridicola delle papere”.

Il resto dell’intervista è leggibile nel collegamento ad inizio articolo. Domenica ci sarà il primo incontro ufficiale della stagione è sarà subito derby brasiliano tra Julio Cesar e Doni. Ma come ha detto il portiere interista, Dida è pronto a farci ricredere.

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Toldo rifiuta il Chievo e sfida Julio Cesar

martedì, luglio 1st, 2008

Sfuma il trasferimento di Toldo al Chievo Verona. E’ questo quanto possiamo dire, dopo le dichiarazioni del portiere italiano, che rinvigorito dal cambio di direzione tecnica, non vede l’ora di rimettersi al lavoro e mettere in difficoltà lo stesso Mourinho. Toldo ha affermato: “E’ che mi sento ancora un portiere con la P maiuscola. Voglio giocarmi la possibilità di tornare titolare con l’Inter: c’è stato il cambio di allenatore. Insomma, è una possibilità importante per il sottoscritto. Proverò a riconquistarmi il posto da titolare con la maglia nerazzurra”.

Che dire? Le dichiarazioni di Toldo in un certo senso stupiscono, essendo le gerarchie in porta all’Inter, più che consolidate dalle ottime stagioni di Julio Cesar, avvantaggiato anche dall’età. Toldo comunque torna utile, in quanto italiano, nella lista Champions, oltre che per l’indiscussa qualità e grande esperienza che è in grado di fornire ogni qualvolta viene chiamato in causa. Non vedo l’ora di leggere l’eventuale risposta di Julio Cesar, che nel caso in cui dovesse arrivare, sarà sicuramente improntata al fair play e al rispetto per il compagno. Poi toccherà al sudore e al campo.

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Video: Julio Cesar 2007/2008

martedì, giugno 3rd, 2008

Un bel video che ripercorre la grande stagione disputata da Julio Cesar. Il video è stato realizzato da JulioCesarFans.com

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Julio Cesar dispiaciuto dell’esonero di Mancini

lunedì, giugno 2nd, 2008

Occupandoci in modo quasi esclusivo di portieri e tutto quello che gravita intorno a questo fantastico ruolo, non abbiamo riportato nulla della vicenda tra Mancini e l’Inter. Le dichiarazioni rilasciate ieri da Julio Cesar, però ci impongono quantomeno di riportarle a seguire: “Non capisco, visto che Mancini ha vinto il campionato italiano. Sono dispiaciuto, dato che è stato lui a chiedere il mio acquisto e ha sempre avuto grande fiducia in me”.

Julio Cesar dovrà essere eternamente grato a Mancini, perché dopo averlo voluto all’Inter e fatto ambientare al Chievo, ha puntato dritto su di lui, preferendolo da subito a Toldo. Ancora ricordo i malumori di tanti tifosi e i dubbi dei media. Il portiere brasialino è riuscito man mano ad imporsi al pubblico, nonostante alcuni piccoli passaggi a vuoto, che però hanno avuto ampio spazio e avrebbero potuto minare il processo di crescita del giocatore. Julio Cesar, ha invece dimostrato grandissima personalità e forza di volontà, diventando a tutti gli effetti, uno dei più forti portieri al mondo e forse il primo dai tiri dagli 11 metri.

Con l’arrivo di Mourinho sarà sicuramente ancora titolare, ma dovrà conquistare comunque la fiducia del nuovo tecnico. Io non ho dubbi che ciò avverrà. L’Inter è in buone mani (Reusch nel caso di Julio Cesar).

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