A Marassi contro la Sampdoria, Doni è stato tra i migliori della Roma, disputando una grande partita e reggendo quasi da solo le sorti dell’incontro nel primo tempo. Poi nella ripresa i giallorossi hanno capitalizzato le occasioni che si sono presentate, tenendo così ancora aperta la speranza di poter vincere il campionato. Il portiere brasiliano ha risposto alle domande di Sky:
Sulla corsa scudetto Doni risponde “Abbiamo fatto la partita giusta, complimenti a tutti. Dobbiamo fare sempre una grande partita e cercare di trovare la vittoria. Se può arrivare lo scudetto non lo so, ma adesso pensiamo a mantenere il secondo posto” (in realtà Doni non ha fatto caso che il secondo posto fosse diventato matematico ndpc). In risposta agli errori con Manchester United e Livorno “Le critiche ad un portiere ci sono sempre. Ho giocato tutte le partite, sono sempre stato in campo. Può succedere di fare una partita come quella di oggi, ma può anche succedere di sbagliare. Io cerco sempre di fare il meglio. Ogni tanto le critiche fanno bene, perché ci fanno lavorare di più, cercando di non sbagliare”. L’abbraccio con Panucci “Certo. E’ uno di noi, un calciatore forte, che gioca sempre bene. Ha fatto gol, come sempre fa di testa. Complimenti anche a lui”. E per chiudere se ci fossero novità sul contratto “Per ora niente, ma sono tranquillo. Ho già parlato con la società, sono certo di rimanere ancora per tanto tempo”.
Laconico il commento di Spalletti sul suo portiere “Sappiamo di avere un grande portiere, altrimenti non sarebbe in nazionale”. Ieri sera, sempre Spalletti, rispondendo simpaticamente alle domande di Mosca, risponde su chi fosse più forte tra lo stesso Doni e Julio Cesar “Doni è bravo, oltre ad avere ampi margini di miglioramento”. Vero, ma il commento di Mosca ci sta tutto “Quello più forte ce l’hanno gli altri”. (questi ultimi due virgolettati non sono precisi, ma la sostanza rimane quella. Stavo prendendo sonno, non me ne vogliate…).
Dopo il
Cosa è accaduto subito dopo il gol di Di Natale che ha portato momentaneamente in vantaggio l’Udinese sulla Roma? Cerchiamo di ricostruire l’accaduto. L’errore tecnico è di Panucci che lascia colpevolmente passare il pallone, ignaro della presenza di Di Natale o convinto che questo non potesse arrivare sulla palla. A quel punto Doni si trova impossibilitato a intervenire e costretto a raccogliere il pallone da in fondo alla rete. Chiarito l’aspetto “tecnico”, passiamo allo “scambio di vedute” tra i due compagni di squadra: Doni accusa Panucci di non essere intervenuto e questo lo manda allegramente a quel paese. Lo scambio di battute e qualche contatto fisico tra i due viene a quel punto interrotto da Mexes. A fine incontro Panucci vorrebbe chiudere il contrasto, ma il portiere non è della stessa opinione.
La Roma esce sconfitta per 2-0 dall’incontro di andata dei quarti di finale di Champions League. La squadra di Spalletti risente dell’assenza del capitano Francesco Totti e pur disputando una buona partita, subisce due reti negli unici attacchi del Manchester United, prima che la partita venisse messa in ghiaccio da Ronaldo e compagni. Autori delle due marcature, lo stesso Ronaldo su un imperioso stacco di testa e Rooney. In questa occasione è gravissima l’incertezza di Doni. Il portiere non riesce a trattenere il cross di testa ad uscire di Park, urtandosi con Panucci e lasciando il pallone tra i piedi dell’attaccante, libero di appoggiare la palla in rete. Sicura e senza incertezze invece, la prestazione di Van der Sar, sempre attento sui cross e decisivo nel secondo tempo su un colpo di testa di Vucinic.
Ai più giovani il nome di Guido Masetti non dirà nulla. Se questi sono di Roma, invece, in molti lo ricorderanno. E’ proprio l’ex portiere di Verona, ricordato soprattutto per aver difeso i pali della squadra giallorossa nel 1942, anno del primo scudetto vinto da una compagine della capitale, colui che sino a sabato scorso deteneva il record d’imbattibilità casalinga della Roma. Record che ora appartiene a Doni, capace di resistere per ben 768 minuti, senza subire reti all’Olimpico. Il portiere brasiliano ha dovuto cedere al tiro del suo connazionale Kakà. Poco male, soprattutto perché il gol non è risultato decisivo per il risultato finale.












































