L’arrivo di Montella alla guida della Roma ha fatto sicuramente scalpore. Non mi interessa la situazione societaria e tutto il resto, ma la scelta di ‘recuperare’ Doni e imporlo sin dalla conferenza stampa di presentazione, mi ha lasciato sinceramente interdetto. Cerco di argomentare la cosa, pur considerando attualmente i due portieri su livelli molto simili.
Julio Sergio, vuoi per i ripetuti infortuni, vuoi per altro, non stava ripetendo l’eccezionale stagione passata. Era sicuramente una scelta voluta da Ranieri, anche criticata da parte della squadra (De Rossi disse chiaramente di considerare Doni più forte, un pò come detto da Montella. Solo coincidenze?). Venuto meno l’allenatore che gli dava fiducia, la poltroncina della panchina lo ha dovuto accogliere, suo malgrado. Doni, recuperato totalmente l’infortunio al ginocchio, ha saputo aspettare in silenzio il suo turno, ritrovandosi in un momento addirittura come terza scelta. Le possibilità di lasciare la Roma erano molto alte e il Genoa ha pensato seriamente a tesserarlo un mese fa. Ma, vuoi il desiderio di restare a Roma, vuoi la fiducia di molti compagni importanti, il portiere brasiliano ha deciso di non muoversi dalla capitale.
Ora la svolta e il ritorno in campo. Scelto fortemente dall’allenatore (scelto a sua volta dai giocatori…), Doni ha l’occasione di riconquistare una piazza che non lo ama particolarmente. Amauri l’ha superato due volte in pochi minuti, ma la squadra continua ad avere amnesie difensive che non sono certamente attribuibili ai portieri. Difficile quindi che Montella rinneghi la sua scelta, salvo errori grossolani e ripetuti che non auguriamo a nessuno. E il derby, crocevia della carriera romanista di Doni, ancora una volta potrebbe segnare un momento importante della sua avventura giallorossa.
Detto questo, era davvero Julio Sergio il grande problema della Roma? D’altronde, lo stesso Doni, quando chiamato in causa, non è che abbia fatto grandi cose (esclusa la vittoria a Milano sul Milan). Esporsi pubblicamente e dire che un compagno è più forte, è una cosa che un allenatore, così come i compagni, dovrebbero evitare di fare. Insomma, se i tempi potevano essere giusti (alla fine la scelta è libera), i modi sono stati sicuramente sbagliati. Un ragazzo che è rimasto per tre anni in silenzio, lavorando sodo e cogliendo l’occasione della vita, credo meritasse un trattamento migliore. Ora non resta che aspettare il finale di stagione e vedere se le strade della Roma e di Julio Sergio resteranno parallele o se si divideranno. Io sono sicuro che le offerte non mancheranno.
Qualche notizia dal mercato dei portieri, in grande fermento come non accadeva da qualche anno. Congelate le situazioni di Buffon e Frey, c’è grande interesse per le scelte di Allegri al Milan, tra la conferma di Abbiati e Storari (che vuole restare alla Sampdoria) e l’arrivo del ‘suo’ Marchetti.
Iniziamo oggi a parlare di movimenti di mercato. Secondo alcuni, la partenza di Buffon potrebbe scatenare imprevedibili scenari, ma io sono dell’idea che anche la sua permanenza, comunque probabile, a Torino, non impedisca a diversi portieri di cambiare casacca nel corso della prossima estate.
Mancano pochi giorni al previsto intervento chirurgico a cui si sottoporrà il portiere della Roma Alexander Doni. Questo venerdì ad Anversa, il professor Martens opererà in artroscopia, il ginocchio destro del portiere brasiliano (perforazione della cartilagine posta sopra la rotula). L’obiettivo, confermato dallo stesso chirurgo, è quello di recuperare la piena operatività della parte in tre mesi e far sì che Doni possa presentarsi in perfette condizioni all’avvio della stagione agonistica.
Meno di un mese fa, pur non vivendo l’ambiente romanista, avevo intuito che qualcosa non andava nel rapporto tra Doni e la Roma. Iniziavano a circolare
Oggi ho voglia di commentare la notizia, sulla presunta volontà del ‘solito’ Manchester City, di acquistare Alexander Doni dalla Roma. Niente di confermato o certo, solo le abituali indiscrezioni fatte circolare da chissà chi e per quale motivo. Sinteticamente, il Man City potrebbe offrire 14 milioni di euro per ingaggiare il vice di Julio Cesar nella nazionale brasiliana.
Su Il Romanista dei giorni scorsi è stata pubblicata un interessante intervista a Claudio Filippi, attuale preparatore dei portieri del Chievo. Ha parlato della situazione della squadra veronese e di quella romana, ma le cose per noi più interessanti le ha espresse sui portieri con cui ha avuto a che fare. Vediamo cosa ha detto:
La vittoria della Roma per 3-1 sul Chelsea ha dato dimostrazione che la squadra capitolina può uscire dal tunnel in cui è entrata in questo avvio di stagionee tornare in campionato nelle posizioni di vertice che gli competono. Chi ha dato i maggiori segnali di ripresa è anche Doni, vittima anche lui delle amnesie della squadra, ma decisamente positivo già contro la Juve e soprattutto contro il Chelsea. La rete televisiva brasiliana Globo Tv lo ha intervistato e il contenuto è stato riportato da Il Romanista. Eccolo di seguito:
In uno degli interventi precedenti, avevo criticato le scelte fatte dalla Roma riguardo il ruolo del portiere. Su Curci a Siena, non possiamo che essere d’accordo sulla decisione di farlo andare a giocare in una piazza abbastanza tranquilla e che gli darà la possibilità di fare esperienza e migliorare senza che i media lo assalgano ai primi errori. Il problema è successivo a questa decisione: una grande squadra come la Roma avrebbe dovuto coprire il vuoto lasciato con un altro portiere di livello e con una buona esperienza anche internazionale. Ad aggravare questa mancanza, bisogna aggiungere i perduranti problemi di Doni al tendine rotuleo del suo ginocchio. L’infiammazione va avanti già da diversi mesi e il portiere brasiliano perdura nell’alternare allenamenti e terapie, senza che lo staff medico sia riuscito a venire a capo di questa fastidiosa situazione, per molti aspetti simile a quella vissuta da Ibrahimovic, risolta solo con l’assoluto riposo. E proprio questa parrebbe l’unica soluzione, peccato che dietro Doni, con tutto rispetto per Arthur e Julio Cesar, non ci siano degni sostituti.












































