E’ dal 2008, cioè dalla nostra nascita commerciale, che sensibilizziamo i lettori del blog e i nostri clienti all’uso di abbigliamento da portiere apposito, sia in allenamento, che in partita. I problemi fisici, causati dalla sua assenza, possono essere più o meno fastidiosi andando dalla semplice “sbucciatura” del gomito o del ginocchio fino a traumi molto più gravi e difficili da curare, come le famigerate borsiti, che chiunque si alleni più di un paio di volte a settimana, se non protetto adeguatamente, tende a riscontrare sui fianchi, con tutte le conseguenze del caso.
Se fino al 1995/96, cioè fino a quando non fu vietato ai portieri di A e B di indossare la divisa fornita dal proprio sponsor personale anche quando differiva da quello della squadra di appartenenza, la cura riservata a questo tipo di prodotti rasentava l’avanguardia (i tessuti acetati furono introdotti molto prima sulle maglie da portiere che non su quelle dei calciatori per esempio), purtroppo negli anni successivi si ridusse la ricerca all’innovazione e quella di nuove tecniche protettive, anche a causa della “moda” (così definita da Taglialatela in un’intervista concessa al nostro blog) della mezza manica, che avrebbe dovuto garantire maggiore libertà di movimento, rispetto a una maglia tradizionale con protezioni. Da addetti ai lavori questa teoria ci lascia francamente perplessi, perché oggettivamente non ci sono sostanziali differenze tra i due tipi di capi, sempre che questi siano indossati nelle misure corrette.
Fortunatamente per noi, sia Uhlsport, che Reusch, pur con alcune differenze e in tempi e modi diversi, hanno continuato a lavorare nell’interesse di tutti i tipi di portieri, fornendo il materiale adeguato per ogni esigenza e studiando anno per anno soluzioni innovative che coniugassero sicurezza e libertà di movimento. Note di merito, nel nostro caso, anche per Puma, che pur producendo kit non imbottiti, ne ha realizzati altri con protezioni compatte ed efficaci e indossate da portieri nei campionati esteri; e non dimentichiamo Joma, che pur non avendo imbottiture robuste, comunque ha deciso di migliorare l’offerta per il portiere, tanto da utilizzare Reina del Liverpool come testimonial nel suo ultimo catalogo (in regalo sul nostro sito acquistando almeno un capo della ditta spagnola).
Fondamentale inoltre è l’apporto di Under Armour, con il suo abbigliamento intimo specifico per chi gioca in porta, che può tranquillamente essere indossato anche sotto la divisa della propria squadra, in modo da proteggersi senza scontentare sponsor e fornitori vari.
Perché scriviamo questo? Perché è notizia di ieri data su Repubblica, ma ripresa con attenzione anche da altre testate giornalistiche, che i riempimenti di numerosi terreni artificiali di nuova generazione, potrebbero essere pericolosi per la salute, provenendo da materiali di risulta come pneumatici e altre varie amenità. Essendo pericolosi sia per inalazione, ma soprattutto per contatto, sarebbe il caso di smettere di giocarci sopra con gomiti e ginocchia scoperte, per evitare di fare entrare queste sostanze direttamente a contatto con il sangue attraverso escoriazioni causate dai tuffi e dalle cadute.
Noi di Portierecalcio.it raccomandiamo caldamente quindi l’utilizzo del materiale sportivo sopra indicato e che troverete a disposizione nel nostro shop online. Se avete dubbi o volete farci domande, non esitate a contattarci, visto che vi forniremo tutti i consigli necessari sugli articoli da ordinare in base alla frequenza delle vostre partite e al terreno di gioco su cui abitualmente vi troverete a giocare. Poi, se volete continuare a giocare senza protezioni, sfidando il terreno e lamentandovi delle conseguenze, liberi di farlo, ma non diteci che non vi avevamo avvisato










Chi come me ha vissuto anche se da bambino gli anni 80, non può non ricordare le maglie dei portieri di quel decennio, caratterizzate da look quanto meno psichedelici e da imbottiture ampie e decisamente protettive anche e soprattutto per chi le comprava e non giocava certamente sull’erba ma sulla terra battuta e sui sintetici di vecchia generazione, tristemente noti per le bruciature che lasciavano sui gomiti e sulle ginocchia.












































