Non deve essere stato facile per un portiere dell’esperienza di Antonioli, raccogliere per cinque volte il pallone da dentro la porta a Cagliari. Ne ha passate tante nella sua lunga carriera, ma mai aveva vissuto una situazione del genere. L’esonero di Arrigoni è stato lo scontato epilogo di questo stentato avvio di campionato, nonostante le vittorie sul Milan e Lazio.
Sul sito ufficiale del Bologna sono state pubblicate le dichiarazioni del portiere in merito all’attuale situazione, compreso l’arrivo del nuovo tecnico Sinisa Mihajlovic, alla prima esperienza con primo allenatore dopo essere stato il vice di Mancini all’Inter. Di seguito alcuni passi della conferenza stampa:
Francesco, quel gol di Acquafresca allo scadere del primo tempo ha portato al tracollo della ripresa a Cagliari e quindi al cambio di allenatore? Se foste andati all’intervallo in vantaggio, le cose avrebbero preso un’altra piega?
“Magari il gol del pareggio l’avremmo preso all’inizio del secondo tempo. Il problema è che buttavamo via palloni che potevamo gestire tranquillamente, segno che il problema era mentale. Analizzando le partite giocate fino adesso, se ci stiamo con la testa postiamo giocarcela con tutti quanti: l’abbiamo dimostrato nel secondo tempo con la Juventus e nelle partite con Lazio e Milan. Sotto l’aspetto tecnico ci siamo: il problema è mentale, ci serve un po’ più di autostima e dobbiamo riuscire a non abbatterci per certe situazioni che possono capitare in campo”.
Ora, col cambio di allenatore, voi giocatori non avete più alibi.
“Si fa presto a dare la colpa all’allenatore, ma la realtà è che siamo tutti nello stesso calderone: le responsabilità sono da dividere fra tutti. L’ho sempre detto: l’allenatore conta fino a un certo punto, perché in campo ci vanno i giocatori: in fin dei conti, siamo noi gli attori principali. La società ha preso questa decisione e ora tocca a noi calciatori: se uno ha un po’ di dignità, dopo la partita di domenica dove abbiamo raggiunto il fondo, si deve rendere conto che così non si va da nessuna parte. Ora c’è un allenatore nuovo e, come solitamente capita in questi casi, c’è più entusiasmo, ma bisogna farlo vedere sul campo, già a partire da sabato sera”.
Il nuovo allenatore, Mihajlovic, cosa vi può dare?
“Quando c’è un cambio di allenatore i giocatori automaticamente si mettono di più in discussione: dobbiamo responsabilizzarci da soli, prima ancora che per mano del mister. L’impressione in questi primi giorni è buona: lui fino a due anni fa era ancora un giocatore, quindi come pensiero è molto vicino a noi e sa cosa passa per la testa di un calciatore in un momento come questo. Ieri ci ha detto una cosa saggia: ora bisogna liberarsi da tutte le scorie e cercare di giocare con la mente sgombra, perché la testa è fondamentale in questo momento. L’aspetto mentale, adesso come adesso, è il più importante ed è normale che un allenatore quando subentra parta da lì: per lavorare sull’aspetto tecnico e tattico ci sarà tempo, anche perché ciò che è stato fatto sinora con Arrigoni penso sia valido. Probabilmente dei limiti li abbiamo, altrimenti non saremmo riusciti ad essere così intensi solo in qualche partita e non avremmo commesso certi errori. Ora iniziamo a lavorare anche su questo con i metodi del nuovo allenatore, che giustamente ci chiede determinate cose e sta a noi fargliele vedere, già dalla partita con la Roma anche se non sarà facile: bisogna ricominciare e andare avanti”.
Proprio in un derby Roma-Lazio parasti un rigore a Mihajlovic.
“Sì, l’ha ricordato anche lui facendo una battuta ieri nel parlare alla squadra, sdrammatizzando così il momento. A Roma ho passato quattro anni belli, anche se qualcuno può pensare il contrario dal momento che sono stato anche contestato: io guardo sempre avanti e quelle sono situazioni che ti fanno crescere, io lì sono diventato più forte”.
Sul sito ufficiale del Bologna (www.bolognafc.it) è stata pubblicata un’interessante intervista a Francesco Antonioli, il portiere 39enne che ha contribuito al ritorno in serie A delle squadra felsinea. Di seguito il testo dell’intervista:












































