Domenica, decisamente a sorpresa, Zenga ha deciso di far scendere in campo il giovane Sirigu al posto di Rubinho, non al massimo della forma in questo avvio di campionato. La mossa a sorpresa del tecnico, a conti fatti, è stata giustissima e ha portato alla ribalta nazionale il nome di questo giovane portiere sardo, da sempre nel giro delle nazionali giovanili. La sua breve storia calcistica parte dalle giovanili del Venezia nel 2002 e poi con il trasferimento a Palermo nel 2005 (Zamparini doveva conoscerlo molto bene). Poi, dopo qualche esperienza in prima squadra in Coppa Italia e Uefa, la maturazione a Cremona e lo scorso anno ad Ancona. E questa stagione la ferma volontà di restare come secondo in Sicilia, pronto a sfruttare l’occasione che non è tardata ad arrivare.
Dicevamo di domenica a Roma. Sirigu scopre di dover scendere in campo a sole due ore dall’inizio dell’incontro. In campo nessuna tensione evidente, ma solo tanta sicurezza e dimostrazione di un buon bagaglio tecnico. Diventa il protagonista dell’incontro e deve capitolare solo sul tiro ravvicinato di Zarate. Per lui arrivano i complimenti dagli addetti ai lavori e da tanti colleghi portieri, tra cui quelli di Jimmy Fontana, suo ex compagno nel Palermo: “Non chiedete troppo a Sirigu. La partita con la Lazio è un ottimo biglietto da visita, soprattutto per come ha gestito le emozioni, ma un portiere alle prime uscite deve essere lasciato libero di esprimersi e se accade anche di sbagliare. La sua dote migliore? Le gambe. Negli ultimi dieci anni il modo di interpretare questo ruolo è cambiato. La palla va più forte, il portiere del futuro è quello che ha esplosività e massima capacità atletica. Chi ha grandi doti è in grado di arrivare da fermo sui palloni più difficili. E Sirigu ha proprio queste qualità”.
Come spesso accade in questi casi, non poteva mancare l’intervista a un parente stretto, nello specifico il padre Armando che tra le tante cose dette al magazine online mediterraneonline.it, ha voluto evidenziare un aspetto importante del carattere di suo figlio: “A fine partita domenica scorsa si è rammaricato per avere subito gol, pensava fosse colpa sua, ma davanti a Zarate non poteva fare nulla, non ha pensato alle parate da favola, il problema era vedere dove poteva aver sbagliato nel prendere gol. Mio figlio è stato sempre ad allenarsi dimostrando grande professionalità negli allenamenti, non ne ha mai saltato uno“.
Domenica il Palermo affonterà la Juventus. A Zenga spetterà nuovamente la scelta di chi schierare in porta. Sirigu ha dalla sua l’entusiamo suo e della piazza, oltre le parole del presidente Zamparini: “Il portiere titolare sta attraversando un momento di difficoltà abbiamo Sirigu e se farà bene rimarrà lui in porta“. Dall’altra parte Rubinho spera di poter scendere in campo, come detto alla Gazzetta: “Non stavo in un buon momento così Zenga ha preferito lasciarmi fuori. Contro la Juve? Spero di giocare“. Il portiere brasiliano parla del suo stato di forma al passato. Zenga sarà della stessa idea?


















La Sampdoria è in testa alla classifica. Chi l’avrebbe mai immaginato dopo il turno infrasettimanale? E invece, la vittoria contro l’Inter e il pareggio interno della Juve, lanciano la squadra di Cassano e Pazzini al vertice di questo campionato che pare essere il più interessante degli ultimi anni. La Fiorentina raggiunge i nerazzurri e Di Natale continua a portare punti all’Udinese che ferma il Genoa. Per il Milan un pareggio che sa di vittoria e poi il Cagliari che torna ai livelli della scorsa stagione. In fondo sconfitte per Siena e Livorno.


Vito Mannone nasce a Desio 21 anni fa. Cresce calcisticamente nell’Atalanta e giovanissimo viene prelevato nel 2005 dall’Arsenal di Wenger. Nessun ‘ratto’, ma un accordo tra le due società e un indenizzo di oltre 200.000 euro. Pochi mesi dopo, il prestito di tre mesi al Barnsley e quattro partite giocate prima di tornare alla casa madre per recuperare da un infortunio al ginocchio. Poi altri due tentativi sfumati di prestito in Scozia, prima all’Inverness e poi al Gretna. In questo lasso di tempo, per il portiere italiano solo partite nella squadra riserve, pur avendo rinnovato alla fine del 2007 il suo contratto con i Gunners. Dalla stagione 2008/2009 la ‘promozione’ a terzo portiere alle spalle di Almunia e Fabianski e l’esordio nell’ultima di campionato con la vittoria per 4-1 contro lo Stoke City.

Morgan De Sanctis si gode l’ennesima convocazione in nazionale senza grandi pretese e parla del suo momento attuale sulle pagine de Il Mattino. Come nostra abitudine, ne riportiamo i passaggi per noi più significativi.































