I guanti da portiere – Guida alla scelta

Posted on marzo 17th, 2008 in Guanti, Portierecalcio.it by Azzurro
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Per chi gioca in porta, sia esso un numero 1 professionista o un giocatore amatoriale, la scelta del guanto è probabilmente il momento più importante nell’ambito dell’acquisto dell’equipaggiamento tecnico.

Diventa quindi importante scegliere con cura questo tipo di articolo, valutando gli effettivi bisogni in base a terreno dove si gioca, protezione delle dita, costruzione del palmo, condizioni meteo e ovviamente il prezzo.

E’ la combinazione di questi fattori a permettere la scelta del guanto più adatto alle proprie esigenze, in modo da poter giocare in tutta tranquillità nel ruolo che è da sempre considerato come il più delicato nel gioco del calcio.

Il terreno di gioco

La superficie dove si svolge la partita è il primo fattore da prendere in considerazione nella scelta del nostro futuro guanto.

Una superficie dura (sintetici di vecchia generazione, terra battuta, parquet) richiede palmi appositi. Essi si contraddistinguono per la durezza del lattice, che raramente presenta profili lisci, preferendo quelli ruvidi o sagomati, in modo da compensare il poco grip di questi tipi di materiali con una struttura che comunque permette una presa accettabile.
Questi tipi di materiali (l’hardground Uhlsport, l’R1 Reusch per citarne alcuni) hanno un’ottima resistenza all’usura e tendono a durare di più rispetto a quelli più soffici, ciò però è pagato con un’aderenza alla sfera non del tutto buona.
Da qualche tempo però è facile trovare lattici che pur essendo morbidi, offrono elevate resistenze all’usura senza penalizzare la presa, e quindi sono tranquillamente consigliati anche su queste superfici. Tra questi vanno citati il D1 Reusch e il graphite Puma, preferito persino da Gianluigi Buffon, che monta questo palmo sui guanti forniti dalla casa tedesca, che gli fa da sponsor tecnico.

Una superficie morbida (erba naturale, sintetico di nuova e nuovissima generazione) permette l’utilizzo di materiali più soffici (detti in gergo palmi soft, supersoft, ecc.), anche grazie alla poca usura che essa crea ai guanti in caso di contatto o sfregamento con il terreno di gioco. Questi materiali (il mega grip o il G1 Reusch o il supersoft e l’absolutgrip della uhlsport per esempio) sono normalmente utilizzati dai portieri professionisti, in quanto offrono una presa eccellente in quasi tutte le condizioni meteorologiche (esistono materiali appositi per la pioggia, che vedremo dopo) e hanno quasi sempre strutture totalmente lisce, anche se i prodotti di nuova generazione presentano inserti e cuciture per un migliore adattamento alla mano.
La vita media di questo tipo di guanto, se utilizzato con costanza, non è lunga, visto che i materiali utilizzati tendono a usurarsi in maniera rapida, ma è il prezzo da pagare per un controllo perfetto del pallone.

La protezione delle dita

Quasi tutte le case produttrici di guanti da portiere offrono nei loro cataloghi modelli più o meno massicci, e alcuni di questi sono dotati di apposite stecche, poste sul dorso, che prevengono, per quanto possibile, infortuni e traumi, cercando comunque di permettere una buona mobilità della mano.
A contatto con il pallone, esse impediscono alle dita di andare indietro, mantenendole dritte, con il vantaggio di evitare infortuni o peggio fratture e di impedire che la sfera scivoli via dal guanto rischiando anche un gol preso.
L’altra faccia della medaglia è una minore sensibilità della mano in fase di presa, e infatti sono pochi i portieri professionisti ad utilizzare questi sistemi, preferendo guanti non dotati di questo tipo di protezione.

La costruzione del palmo

Al giorno d’oggi esistono cinque tipi di palmi in cui è possibile imbattersi nella scelta del nostro prodotto.

Palmi classici (flat palm): è cucito esternamente alla struttura, e copre l’intero palmo della mano garantendo una buona sensibilità.

Palmi con cucitura negativa (negative cut): le cuciture sono interne e la sensibilità di presa è notevolmente accresciuta. E’ un tipo di costruzione utilizzatissimo nei paesi del centro Europa.

Palmi con cucitura rotonda (roll finger): ancora praticamente sconosciuti in Italia (li usa solo Christian Abbiati al momento), hanno una costruzione della mano che fascia completamente le dita con il lattice del palmo (molto più ampio rispetto al normale), facendo in modo che esse abbiano una superficie di contatto del 100% sul pallone. Molto probabilmente in futuro diventerà il prodotto più utilizzato. In Inghilterra vanno già per la maggiore.

Palmi duo: hanno all’interno del guanto uno strato di lattice in più, che va a contatto con la mano. La sensibilità sulla presa è molto più alta e quindi aumenta la sicurezza. Personalmente lo ritengo il sistema migliore.

Palmi sagomati: hanno una costruzione studiata sul palmo della mano, perché si adattino ad esso. Utilizzato molto in passato per i guanti più economici, è una moda che sta tornando, tanto che è molto facile trovarla utilizzata nei modelli top delle case specializzate.

Le condizioni meteorologiche

Se per l’asciutto vanno benissimo il palmi soft o hard a seconda del terreno, in caso di bagnato e quindi di pioggia, la presa sul pallone può diminuire in maniera esponenziale, sia a causa di un prodotto che tende a inzupparsi pesantemente, perdendo di sensibilità, sia a causa del palmo, che potrebbe diventare troppo scivoloso, se fosse troppo umido.

Personalmente in queste condizioni consiglio sempre guanti con poco materiale tessile, preferendo tessuti sintetici che tendono ad appesantirsi il meno possibile.
Esistono inoltre anche lattici appositi, che a contatto con l’acqua continuano a garantire una ottima presa, impedendo al pallone di schizzare via e quindi limitando al minimo il rischio di errori e papere. Questi palmi in gergo sono sempre detti aqua, aquatech, aquasoft o wet, a seconda della casa produttrice.

Questi materiali tendono però in condizioni di asciutto a usurarsi molto più velocemente del normale, quindi è un acquisto da fare per affiancare un prodotto da asciutto e mai come guanto unico.

Il prezzo

E arriviamo a quello che è sicuramente il fattore più importante: il costo del guanto.

Fermo restando la possibilità di fare un affare, comprando un buon prodotto a un prezzo basso, sconsiglio vivamente di puntare su guanti troppo economici, perché la tutela delle mani deve venire prima di quella del portafoglio.

Il prezzo conviene determinarlo sulla base delle vostre esigenze e dei vostri gusti, magari con i consigli scritti qui sopra, e puntando nel caso i marchi più famosi siano troppo cari a ditte emergenti, che offrono articoli di ottima qualità a costi nettamente inferiori.

Personalmente in questa situazione, se non potete orientarvi verso case di assoluto livello come Reusch, Uhlsport o Puma, consiglio di scegliere tra Errea, Diadora e Zeus, che vi permetteranno l’acquisto di ottimi guanti a prezzi alla portata di tutti.

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  1. Per chi legge questo articolo, suggerisco di cliccare in alto sulla guida guanti aggiornata ;)

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